Sciare in Kazakistan e Asia Centrale: Almaty e le nuove frontiere della neve

Dalle piste da record di Shymbulak alle vette di Uzbekistan e Kirghizistan: guida al turismo invernale tra natura incontaminata e cultura millenaria.

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Esiste un luogo, in Asia Centrale, dove l’architettura sovietica incontra il multiculturalismo di un popolo che si è formato nei secoli tra invasioni, conquiste, nuovi confini e dichiarazioni di indipendenza. Una città sorta nel XIX secolo ai piedi del Tien Shan, il vasto sistema montuoso che separa questi territori dalla Cina, oggi diventata una metropoli in ascesa. Fino al 1997 Almaty è stata la capitale del Kazakistan prima del trasferimento ad Astana, ma ancora oggi è la città più popolosa del Paese, importante centro culturale ed economico, nonché, a partire dagli ultimi anni, meta ambita tra gli sciatori di tutto il mondo.

Almaty: la metropoli dello sci ai piedi del Tien Shan

Sulla città di Almaty, nel Sud-Est del Kazakistan, veglia la catena montuosa del Trans-Ili Alatau, anche detto Zailijski Alatau, la parte più settentrionale del Tien Shan. La vetta più alta, visibile dalla città, è quella del Pik Talgar che raggiunge i 4.973 metri di altitudine. La vicinanza tra la città e le montagne è uno dei motivi per cui Almaty sta diventando una delle destinazioni più desiderate di sciatori e appassionati di sport invernali. La città è infatti servita da un aeroporto internazionale e da lì, in auto, autobus o funicolare, in poche decine di minuti si possono raggiungere gli impianti di risalita e il cuore della stazione sciistica più grande del Paese e dell’Asia Centrale, Shymbulak, nonché forse l’unico resort d’alta montagna al mondo situato a meno di 30 minuti da una metropoli. Con i suoi 70 anni di attività, festeggiati nel 2024, Shymbulak si estende dai 2.260 metri fino ai 3.163 metri del Passo Talgar. Il comprensorio conta circa 20 chilometri di piste battute, con una varietà ideale per principianti ed esperti. Al resort, poi, appartiene anche il record per la pista illuminata più alta del mondo. Non è un caso che la città sia dotata di moderni ed efficienti impianti sciistici. Nel 2005 Almaty era stata candidata per ospitare i Giochi olimpici invernali del 2014, poi svoltisi nella russa Soči. Nel 2011 ha ospitato i Giochi olimpici asiatici insieme alla capitale Astana e nel 2013 ha ritentato la strada dei Giochi olimpici invernali, puntando all’anno 2022, perdendo tuttavia la selezione contro Pechino.

Cultura e sapori del Kazakistan: dalla Cattedrale di Zenkov al Bazar Verde

Tornati in città, una delle attrazioni principali di Almaty è la Cattedrale dell’Ascensione, o Cattedrale di Zenkov, realizzata tra il 1904 e il 1907, monumento alla storia kazaka. Edificata come chiesa ortodossa russa, dopo la rivoluzione del 1917 ha ospitato prima il Museo di Stato Centrale della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, poi le attività di diverse organizzazioni pubbliche. Nel 1995 la cattedrale è stata restituita alla chiesa ortodossa russa, per essere riaperta al culto nel 1997 dopo i lavori di restauro. Meritano poi una visita anche la Almaty Opera House e l’Almaty Botanical Garden, e di certo anche i locali e i ristoranti che propongono la cucina tipica kazaka dove assaggiare piatti come il besbarmak, carne bollita servita su quadrati di pasta fatta a mano e accompagnata da cipolle e brodo, i manty, ravioli al vapore ripieni di carne, e il laghman, noodles in brodo con montone, verdure e spezie. Da non dimenticare, poi, che Almaty è stata uno dei centri nevralgici dell’antica Via della Seta, luogo di sosta delle carovane che viaggiavano tra l’Oriente e l’Occidente trasportando merci e sapere. Un lascito di questo pezzo di storia si ritrova nel Bazar Verde, un mercato storico nel cuore della città dove trovare prodotti alimentari e souvenir tipici.

Medeu e Ile-Alatau: record mondiali e natura selvaggia nel Sud del Kazakistan

Non c’è solo lo sci, tra le montagne del Sud del Kazakistan. A poca distanza dagli impianti sciistici di Shymbulak sorge infatti l’Ice Skating Rink di Medeu, la più grande pista di pattinaggio alpina del mondo situata a 1.691 metri di altitudine. Costruita tra il 1949 e il 1951 e più volte ammodernata, la pista è stata chiusa alla fine della stagione 2025 per dare il via a un piano di ristrutturazione che, da programma, dovrebbe concludersi nel 2027. Con i suoi 10.500 metri quadrati di ghiaccio, infatti, Medeu è anche un importante centro di allenamento per gli atleti del Kazakistan e dei Paesi limitrofi. Chi fosse alla ricerca di esperienze più naturalistiche può approfittare delle bellezze offerte dal Parco Nazionale dell’Ile-Alatau, istituito nel 1996 per preservare gli ecosistemi unici di queste terre. Gli oltre 2.000 chilometri del Parco ospitano diversi habitat, tra cui foreste, prati alpini, ghiacciai e laghi di fusione, e circa 1.000 specie di piante e animali, tra cui la famosa mela Sievers di Almaty, non a caso simbolo della città, e il celebre leopardo delle nevi. Sull’altopiano di Kok Zhailau (“pascolo verde”), a 2.500 metri di altitudine, si trova il Lago Grande di Almaty, conosciuto in russo come Bolshoe Almatinskoe Ozero, una distesa d’acqua incastonata tra alcune delle vette più alte della regione come Sovetov Peak (4.317 metri), Ozerny Peak (4.110 metri) e Tourist Peak (3.954 metri). Il lago, raggiungibile in auto, funge da principale bacino idrico della città e per questo sono vietati il nuoto e la pesca. L’area ospita anche l’Osservatorio Astronomico del Tien Shan, base osservativa fondamentale per la ricerca astronomica in Asia Centrale grazie alla sua posizione privilegiata e alle favorevoli condizioni atmosferiche, nonché al basso inquinamento luminoso.

Oltre il Kazakistan: Uzbekistan e Kirghizistan, le nuove mete della neve

Non solo il Kazakistan ma tutti i Paesi dell’Asia Centrale hanno, negli ultimi anni, vissuto un profondo e radicale sviluppo nell’ambito del turismo invernale. Lo sci, in questi territori, non è certo nuovo e alcune delle stazioni sciistiche su questi monti sono note fin dall’epoca sovietica. Tra queste, spostandosi in Uzbekistan, non si può non nominare la stazione di Chimgan, detta la “Svizzera uzbeka”, a circa due ore dalla città di Tashkent. A cinque chilometri di distanza si trova la stazione di Beldersay, nota per la sua lunga stagione che va da ottobre ad aprile. Di recente costruzione è, invece, la stazione di Amirsoy, la più moderna del Paese e l’unica con un sistema di skipass. Inaugurata nel 2019, questa struttura è stata realizzata tenendo conto delle caratteristiche uniche del territorio, riducendo al minimo la rimozione degli alberi, mentre un avanzato sistema di innevamento artificiale permette una stagione lunga fino a 140 giorni l’anno. Anche il Kirghizistan, sebbene ben lontano dal turismo di massa delle destinazioni europee, si sta facendo conoscere come nuova meta invernale. Tra natura incontaminata e impianti moderni, tutti possono trovare la propria nicchia. Il comprensorio sciistico più famoso è quello di Karakol, sui monti Tien Shan, a poca distanza dall’omonima città nel Nord-Est del Paese. Con oltre 20 chilometri di piste, la stazione offre diversi livelli di difficoltà e pendii adatti anche al freeride. Il punto più alto di discesa è a 3.400 metri, rendendo Karakol la base sciistica più alta dell’Asia Centrale. Vicina alla capitale Bishkek, e quindi più adatta per escursioni giornaliere, c’è la stazione di Chunkurchak. Tra gli amanti dello scialpinismo è nota, infine, la località di Jyrgalan: qui non si trovano impianti di risalita ma è possibile soggiornare nelle tradizionali yurte kirghise, tradizionali abitazioni nomadi diffuse tra le popolazioni dell’Asia Centrale fatte di legno e feltro. L’Asia Centrale non è più solo una meta per esploratori: tra vette inviolate e tradizioni secolari, è qui che si sta scrivendo il nuovo, affascinante capitolo del turismo sciistico globale.