Un ragazzo di circa 13 anni è stato gravemente ferito da uno squalo mentre nuotava nel porto di Sydney. L’attacco è avvenuto al largo di Shark Beach, nel sobborgo orientale di Vaucluse, un’area molto frequentata da residenti e turisti. Secondo quanto riferito dalla polizia del Nuovo Galles del Sud, le ferite riportate dal giovane sono “compatibili con quelle provocate da un grosso squalo“. Gli agenti sono intervenuti pochi minuti dopo l’allarme, riuscendo a trarre il ragazzo fuori dall’acqua e a prestargli i primi soccorsi a bordo di una barca della polizia. A causa delle gravi lesioni alle gambe, sono stati applicati due lacci emostatici prima del trasferimento urgente al Sydney Children’s Hospital, dove il giovane è ora ricoverato in condizioni critiche.
A scopo precauzionale, la polizia ha invitato i nuotatori a evitare l’area e ha disposto la chiusura di Shark Beach, evacuando anche le spiagge vicine del porto. Le autorità monitorano la situazione per garantire la sicurezza pubblica.
L’Australia registra da tempo un numero significativo di incontri tra squali ed esseri umani. Dal 1791 a oggi si contano oltre 1.280 incidenti, più di 250 dei quali mortali. Secondo gli esperti, l’aumento della frequentazione delle acque costiere e l’innalzamento delle temperature oceaniche – che influisce sulle rotte migratorie degli squali – potrebbero contribuire a una maggiore probabilità di attacchi.
Negli ultimi mesi, la regione di Sydney è stata teatro di episodi drammatici: a settembre un grande squalo bianco ha ucciso il surfista Mercury Psillakis su una spiaggia a Nord della città. Due mesi dopo uno squalo leuca ha causato la morte di una donna che nuotava in una zona remota della stessa area.



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