La potente tempesta geomagnetica iniziata il 19 gennaio alle 20:38 ora italiana, dopo un apparente calo, si sta nuovamente intensificando, raggiungendo ancora il livello G4 secondo il Centro di previsione meteorologica spaziale della NOAA, appena un gradino sotto il massimo della scala di intensità. Eventi di questa portata possono interferire con le reti elettriche, modificare l’orientamento dei satelliti in orbita e interrompere le comunicazioni radio e i sistemi di navigazione satellitare. Finora non sono stati registrati danni significativi. La tempesta è stata scatenata dall’arrivo di una veloce espulsione di massa coronale, associata a un brillamento solare di classe X1.9, tra i più potenti. Le espulsioni di massa coronale (CME) sono gigantesche fuoriuscite di plasma dal Sole che possono viaggiare a velocità estreme. L’evento che ha investito la Terra nei giorni scorsi si è mosso tra 1.000 e 1.400 km al secondo, circa 3 volte più veloce della media, raggiungendo il nostro pianeta in sole 25 ore.
Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio, la tempesta ha prodotto spettacolari aurore visibili in gran parte d’Europa, Italia compresa, favorite dall’orario e dall’assenza della luce lunare.
In parallelo, una potente tempesta di radiazioni solari è ancora in corso. Queste tempeste si generano quando un’eruzione solare accelera enormi quantità di particelle energetiche, principalmente protoni, che viaggiano a velocità altissime, percorrendo la distanza tra il Sole e la Terra in meno di mezz’ora. L’evento ha raggiunto il livello S4, il penultimo nella scala di intensità da S1 a S5, un fenomeno raro, simile solo agli episodi più forti degli ultimi decenni.
Le radiazioni non rappresentano un pericolo per chi si trova sulla superficie terrestre, protetto dal campo magnetico e dall’atmosfera, ma possono essere rischiose per astronauti, satelliti e veicoli spaziali, così come per i voli ad altitudini elevate, soprattutto quelli che sorvolano le regioni polari. Alle latitudini artiche, le comunicazioni radio ad alta frequenza possono rimanere compromesse anche per diversi giorni.


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