Tempeste solari e megacostellazioni: il collasso dell’orbita terrestre potrebbe avvenire in soli 3 giorni

Un nuovo studio rivela che il sistema di satelliti che circonda la Terra è un "castello di carte" estremamente vulnerabile

Il termine “castello di carte” evoca immediatamente l’immagine di una struttura fragile, pronta a crollare al minimo soffio di vento. Secondo Sarah Thiele, ricercatrice di Princeton, e il suo team di co-autori della University of British Columbia, questa è la descrizione più accurata dell’attuale rete di megacostellazioni in orbita bassa terrestre (LEO). I numeri presentati nel loro ultimo studio, pubblicato come preprint su arXiv, sono impressionanti: oggi, nello Spazio sopra le nostre teste, si verifica un “approccio ravvicinato” (2 satelliti che passano a meno di 1 km di distanza) ogni 22 secondi. Solo per la rete Starlink, questi incontri ravvicinati avvengono ogni 11 minuti.

L’Effetto “Edge Case”: quando il sistema fallisce

In condizioni normali, i satelliti gestiscono il traffico autonomamente. Ogni satellite Starlink, ad esempio, compie circa 41 manovre correttive all’anno. Gli ingegneri però temono i cosiddetti “edge cases”, ovvero eventi estremi fuori dal normale controllo operativo. Le tempeste solari sono il pericolo numero uno.

Una tempesta solare colpisce l’orbita in 2 modi devastanti:

  • Attrito atmosferico: riscalda l’alta atmosfera facendola espandere. Questo aumenta la resistenza (drag) sui satelliti, rendendo difficile prevedere la loro posizione esatta e costringendoli a bruciare più carburante per mantenere l’orbita;
  • Blackout Elettronico: può mettere fuori uso i sistemi di navigazione e comunicazione. Un satellite “cieco” e incapace di manovrare diventa un proiettile incontrollato in un’area già affollata.

Il “CRASH Clock”: il conto alla rovescia per il disastro

Per quantificare il rischio, i ricercatori hanno introdotto una nuova metrica: il CRASH Clock (Collision Realization and Significant Harm). I risultati mostrano un’accelerazione spaventosa del pericolo:

  • Nel 2018: senza comandi da terra, una collisione catastrofica sarebbe avvenuta in circa 121 giorni;
  • A giugno 2025: il tempo stimato è sceso a soli 2,8 giorni.

In pratica, se una tempesta solare dovesse interrompere le comunicazioni tra la Terra e i satelliti per sole 24 ore, ci sarebbe il 30% di probabilità di una collisione catastrofica.

Verso la Sindrome di Kessler?

Mentre la celebre Sindrome di Kessler (una reazione a catena di detriti che rende lo spazio inaccessibile) è solitamente considerata un processo che richiede decenni, lo studio di Thiele suggerisce che l’innesco potrebbe essere quasi istantaneo.

Non si tratta di pure ipotesi. Se oggi si verificasse un evento simile alla Tempesta di Carrington del 1859 (la più potente mai registrata), perderemmo il controllo dei satelliti per un periodo ben superiore ai 3 giorni di “autonomia” del sistema. Le conseguenze? La distruzione totale dell’infrastruttura satellitare e l’impossibilità per l’umanità di lanciare nuovi razzi per generazioni.

Una scelta consapevole

Il progresso tecnologico offerto dalle megacostellazioni è innegabile, ma il rischio di rimanere “bloccati” sulla Terra a causa di un evento naturale imprevedibile è reale. Lo studio sottolinea la necessità di sistemi di controllo in tempo reale ancora più resilienti e di una valutazione del rischio che tenga conto della fragilità intrinseca di questo affollatissimo castello di carte spaziale.