Terremoto Messina, attività sismica in provincia: l’aggiornamento INGV

L'INGV svela i dettagli sul terremoto del 18 gennaio 2026 alle ore 14:54 italiane in provincia di Messina

Il 18 gennaio 2026 alle ore 14:54 italiane è avvenuto un terremoto di magnitudo Mw 4.1 (magnitudo Richter ML 4.0) in provincia di Messina, 2 km a sud di Militello Rosmarino, ad una profondità di circa 8 km. Tale evento era stato preceduto da 5 terremoti con magnitudo massima ML 2.4. Il 18 gennaio sono stati localizzati, oltre all’evento più forte, altri 35 terremoti e l’attività sismica è proseguita anche nei giorni successivi. Ad oggi la sequenza conta circa 85 terremoti, di cui 50 con magnitudo minore di 2.0, 30 di magnitudo compresa tra 2.0 e 2.9, 5 di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.Terremoto Messina

Per gli eventi di maggiore energia è stato possibile determinare il meccanismo focale e la magnitudo momento Mw (ottenuta tramite TDMT, Time Domain Moment Tensor). Tali calcoli indicano un regime tettonico estensionale, caratterizzato da meccanismi di faglia normale con orientazione prevalentemente Est-Ovest.

Dal punto di vista geologico, la Sicilia nord-orientale rappresenta un settore della catena montuosa Siciliano-Maghrebide che si è formata in seguito alla convergenza tra la Placca Africana e quella Eurasiatica. A partire da circa 27 milioni di anni fa, questa collisione ha prodotto una fase di intenso accorciamento crostale, responsabile della formazione di un insieme di grandi strutture sovrapposte che costituiscono l’ossatura principale della catena montuosa stessa. Dopo la fase principale di compressione, nell’area dei Monti Nebrodi-Peloritani la deformazione si è riorganizzata, portando all’attivazione di un sistema di faglie caratterizzate da movimenti prevalentemente estensionali, orientato in direzione NE-SO e localmente interrotto da sistemi trascorrenti, che accomodano movimenti orizzontali.

Terremoto Sicilia

Le faglie estensionali hanno spesso “riutilizzato” superfici e strutture già esistenti, formatesi durante le fasi compressive precedenti. La loro attività, collegata a dinamiche tettoniche profonde, può determinare sollevamenti differenziali tra blocchi di crosta vicini, influenzando in modo significativo la morfologia lungo ampi tratti della fascia costiera settentrionale siciliana.

La sismicità che caratterizza quest’area, inclusa la sequenza attualmente in corso, è direttamente collegata alla riattivazione di queste strutture crostali. Pur non essendo associate ai grandi terremoti storici della Sicilia orientale (1693, 1908), tali faglie rappresentano un elemento importante della deformazione attuale e contribuiscono alla sismicità diffusa che interessa la Sicilia settentrionale e il settore tirrenico adiacente. E’ quanto si legge in un articolo a cura di INGVterremoti con il contributo di Luciano Scarfì, OE-INGV.