Un semplice esame del sangue potrebbe aiutare a prevedere il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, andando oltre indicatori noti come sovrappeso e cattive abitudini alimentari: lo rivela uno studio pubblicato su Nature Medicine, frutto della collaborazione tra il Mass General Brigham di Boston e l’Albert Einstein College of Medicine di New York. Il diabete è una malattia metabolica in costante crescita a livello globale e oltre il 90% dei casi riguarda il tipo 2, caratterizzato da una risposta inefficace dell’organismo all’insulina. Il nuovo test si basa sull’analisi dei metaboliti, molecole prodotte dal metabolismo, presenti nel sangue e associate al rischio di sviluppare la malattia.
I ricercatori hanno seguito per 26 anni oltre 23mila persone inizialmente sane, analizzando 469 metaboliti insieme a dati genetici, alimentari e sullo stile di vita. Dallo studio è emerso che 235 metaboliti sono correlati a un aumento o a una riduzione del rischio di diabete. In particolare, fattori come obesità, attività fisica e consumo di carne rossa o bevande zuccherate influenzano in modo significativo questi indicatori biologici.
Il risultato più promettente è l’identificazione di una “firma” composta da 44 metaboliti, capace di migliorare la previsione del rischio futuro. Secondo gli autori, questa ricerca apre la strada a strumenti di prevenzione più precisi e personalizzati, fondamentali per contrastare una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo.


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