Ieri, 12 gennaio, un enorme asteroide “near-Earth” (“vicino alla Terra” cioè la cui orbita attorno al Sole li porta ad avvicinarsi molto all’orbita terrestre) ha compiuto un passaggio ravvicinato – ma del tutto innocuo – accanto al nostro pianeta. Si tratta di 2005 UK1, un corpo celeste di dimensioni tali da rientrare nella categoria informale dei cosiddetti “planet killer“, un termine suggestivo che indica asteroidi abbastanza grandi da causare conseguenze globali in caso di impatto. Fortunatamente non c’è stato alcun motivo di preoccupazione.
Un incontro ravvicinato, ma sicuro
Secondo gli scienziati della NASA, l’asteroide ha raggiunto il punto di massima vicinanza alla Terra alle 13:21 UTC del 12 gennaio, passando a circa 12,4 milioni di km dal nostro pianeta. In termini astronomici è una distanza relativamente piccola, ma equivale comunque a 32 volte la distanza media tra la Terra e la Luna, più che sufficiente a garantire la massima sicurezza.
Eventi di questo tipo sono rari soprattutto per oggetti così grandi: 2005 UK1 ha un diametro stimato compreso tra 0,6 e 1,4 km, dimensioni che lo collocano nel 3% più grande degli asteroidi che transitano vicino alla Terra.
Perché è definito “potenzialmente pericoloso”
L’asteroide è classificato come potenzialmente pericoloso non perché rappresenti una minaccia imminente, ma perché la sua orbita può portarlo, in alcune occasioni, a distanze relativamente ridotte dal nostro pianeta. In questo passaggio, però, non ha esercitato alcun effetto gravitazionale o fisico sulla Terra.
Se un corpo di queste dimensioni dovesse davvero colpire il pianeta, potrebbe causare danni regionali enormi e conseguenze globali, risultando molto più distruttivo di eventi storici come l’esplosione del meteorite di Cheljabinsk nel 2013 o il celebre evento di Tunguska del 1908.
Un laboratorio naturale per gli astronomi
Scoperto il 24 ottobre 2005 dal Mt. Lemmon Survey in Arizona, 2005 UK1 orbita attorno al Sole ogni 3,97 anni. Il passaggio di ieri segue quello del 24 aprile 2018 e precede il prossimo incontro ravvicinato previsto per 24 dicembre 2029.
Con una magnitudine di circa 18,1, l’asteroide è invisibile a occhio nudo e anche per i comuni telescopi amatoriali, ma abbastanza luminoso da essere studiato dai grandi osservatori professionali. Progetti come il Virtual Telescope Project hanno già ottenuto immagini preziose, utili per affinare i modelli orbitali e le strategie di difesa planetaria.

La lezione di Tunguska
Il tema non è solo scientifico, ma anche culturale. Il 30 giugno 1908, un asteroide di circa 100 metri esplose sopra la Siberia, abbattendo oltre 2mila km quadrati di foresta: è il famoso evento di Tunguska, il più grande impatto asteroidale registrato nella storia moderna. Non a caso, quella data è diventata l’Asteroid Day, riconosciuto dalle Nazioni Unite. Il passaggio di 2005 UK1, avvenuto senza alcun rischio, ricorda quanto sia importante monitorare costantemente il cielo.


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