Un vecchio video di Elon Musk riaccende il dibattito sull’IA in medicina

Le dichiarazioni di Elon Musk su Grok tornano virali dopo un caso di diagnosi salvavita

Un vecchio video di Elon Musk è tornato alla ribalta, riaccendendo il dibattito sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella sanità. Il filmato, originariamente condiviso nel giugno 2025, mostra il fondatore di SpaceX e Tesla mentre elogia le capacità mediche di Grok, l’IA sviluppata da xAI. Nel video, Musk afferma: “penso che l’IA sarà molto utile in ambito medico. In questo momento puoi caricare radiografie o immagini MRI su Grok e ottenere una diagnosi medica. Ho visto casi in cui è stata persino migliore di quanto detto dai medici”. Il clip è riemerso dopo che Musk ha rilanciato un post di Tesla Owners Silicon Valley, che raccontava un caso definito “straordinario” e attribuito all’uso di Grok.

Secondo il racconto, alla fine del 2025 un uomo norvegese di 49 anni – che su Reddit utilizzava lo pseudonimo “u/Tykjen” – avrebbe salvato la propria vita grazie all’IA. Dopo oltre 24 ore di forti dolori addominali, un primo accesso al pronto soccorso si era concluso con una diagnosi di reflusso acido e la prescrizione di antiacidi. Persistendo il dolore, l’uomo avrebbe consultato Grok, che segnalò la possibilità di un’ulcera perforata o di un’appendicite e raccomandò con urgenza una TAC.

Tornato in ospedale, gli esami confermarono un’appendice gravemente infiammata, prossima alla rottura. L’intervento chirurgico d’urgenza portò a una completa guarigione. Le dichiarazioni di Musk e questo presunto caso hanno alimentato un acceso confronto online. Molti utenti hanno lodato la rapidità e l’accuratezza di Grok nella lettura delle immagini mediche; altri hanno espresso scetticismo o raccontato esperienze contrastanti. Tra i commenti, c’è chi ha ironizzato (“posso caricare la cronologia del browser per una diagnosi mentale?”), chi ha criticato (“Grok ha sbagliato la diagnosi della mia risonanza”), e chi invece ha sostenuto la tesi di Musk, sottolineando come i referti radiologici negli ospedali possano richiedere giorni, mentre l’IA fornisce risposte in pochi secondi.

Il caso evidenzia una questione centrale: l’intelligenza artificiale sta rapidamente entrando nella pratica clinica, promettendo velocità e supporto decisionale, ma sollevando anche interrogativi su affidabilità, responsabilità e integrazione con il giudizio medico umano.