Nel silenzio apparente del cosmo, qualcosa di straordinario potrebbe accadere molto presto. Una stella normalmente invisibile, persa tra migliaia di punti luminosi del cielo, è sul punto di trasformarsi in uno degli eventi astronomici più attesi di una generazione. Si chiama T Coronae Borealis, ma è già diventata celebre con il soprannome di “Blaze Star“, la stella fiammeggiante. Secondo le previsioni più recenti, il 25 giugno 2026 potrebbe essere il giorno in cui questo sistema stellare aumenterà improvvisamente la propria luminosità di circa mille volte, diventando visibile a occhio nudo dalla Terra. Un fenomeno raro, spettacolare e soprattutto imprevedibile, che non si verifica dal 1946 e che potrebbe regalare a milioni di persone, anche lontane dagli osservatori astronomici, la possibilità di assistere a un’esplosione termonucleare, senza alcun pericolo, ma con enorme meraviglia.
Che cos’è la “Blaze Star”
T Coronae Borealis si trova a circa 3mila anni luce dalla Terra, nella piccola costellazione boreale della Corona Borealis, la Corona del Nord. Non si tratta di una singola stella, ma di un sistema binario formato da una gigante rossa e da una nana bianca che orbitano strettamente l’una attorno all’altra. La dinamica è affascinante: la gigante rossa perde lentamente gas, che viene catturato dalla nana bianca. Quando questo materiale si accumula in quantità sufficiente sulla sua superficie, si innesca una violenta reazione termonucleare, dando origine a una nova.

Perché non è una supernova
È importante chiarire un punto: T CrB non esploderà come una supernova, evento catastrofico che segna la morte definitiva di una stella. Nel caso di una nova, il sistema sopravvive all’esplosione. L’aumento di luminosità è rapido e intenso, ma temporaneo. Dopo alcuni giorni o settimane di visibilità, la stella tornerà lentamente alla sua condizione iniziale, diventando di nuovo osservabile solo con telescopi di media potenza.
Quanto sarà luminosa e quando osservarla
Normalmente T Coronae Borealis ha una magnitudine di circa +10, quindi invisibile a occhio nudo. Durante l’esplosione, però, potrebbe raggiungere una magnitudine intorno a +2, simile a quella della Stella Polare. Non sarà la stella più brillante del cielo, ma sarà chiaramente riconoscibile, soprattutto in cieli poco inquinati dalla luce artificiale. Secondo uno studio pubblicato su Research Notes of the American Astronomical Society dall’astronomo Jean Schneider dell’Osservatorio di Parigi, il 25 giugno 2026 rappresenta la data statisticamente più probabile per l’evento, proprio quando la costellazione ospite sarà ben alta nel cielo notturno.
Dove guardare nel cielo
Per trovare la Blaze Star non serve essere astronomi esperti. La Corona Boreale si trova tra le costellazioni di Boötes ed Ercole, visibili nelle notti di primavera ed estate dell’emisfero Nord. Un metodo semplice è seguire la curva del manico del Grande Carro fino alla brillante Arturo, poi spostare lo sguardo verso Vega, una delle stelle del Triangolo Estivo. A metà strada tra queste due luci spicca una piccola forma a mezzaluna: è lì che, improvvisamente, potrebbe comparire una “nuova” stella.

Un evento da non perdere
Se la previsione sarà confermata, l’esplosione di T Coronae Borealis rappresenterà un’occasione unica per avvicinare il grande pubblico all’astronomia. Un promemoria potente del fatto che l’Universo è tutt’altro che statico: anche mentre la nostra vita quotidiana scorre, là fuori qualcosa può accendersi all’improvviso e ricordarci quanto il cielo sappia ancora sorprenderci.


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