Allerta Meteo, il ciclone al Sud si allontana sullo Jonio ma arriva la NEVE FORTE in pianura al Nord. Torino è pronta, Milano al limite

Allerta Meteo, una configurazione barica estrema divide la Penisola: mentre il vortice jonico abbandona il Meridione, una nuova e violenta ciclogenesi si prepara a colpire l'Italia tra il 2 e il 3 febbraio, portando neve abbondante in Pianura Padana e tempeste di Scirocco al Centro-Sud

La situazione sinottica sull’area mediterranea in questa domenica 1° febbraio 2026 appare estremamente dinamica e complessa, caratterizzata da un rapido susseguirsi di fronti perturbati che stanno mettendo a dura prova diverse regioni del nostro Paese. Stiamo assistendo a un vero e proprio “passaggio di consegne” tra due distinte figure di maltempo: la prima, che ha flagellato il Sud nel weekend, è ormai in fase di esaurimento e si allontana sullo Jonio verso la Grecia, mentre la seconda, ben più vasta e potente, sta per fare il suo ingresso trionfale dall’Atlantico, pronta a scatenare una delle nevicate più intense degli ultimi anni sulle regioni nord-occidentali.

Il Sud respira: il ciclone jonico si allontana verso la Grecia

Il profondo vortice di bassa pressione che ha tenuto sotto scacco le regioni meridionali, in particolare Sicilia e Calabria, sta finalmente allentando la sua presa. Il peggio è ormai alle spalle. La struttura ciclonica, responsabile di nubifragi e venti tempestosi nelle ultime 48 ore, sta scivolando progressivamente verso il Mar Ionio e la Grecia, liberando il Mezzogiorno dalla fase più acuta del maltempo. Tuttavia, non è ancora il momento di abbassare completamente la guardia per la serata odierna.

Come confermato dal bollettino ufficiale emesso dall’Aeronautica Militare alle ore 13 di oggi, persistono ancora condizioni di spiccata instabilità residua. Nelle prossime ore, infatti, i cieli del Sud saranno ancora teatro di fenomeni intensi, seppur in attenuazione. L’avviso meteo segnala chiaramente la persistenza di vento forte di Maestrale, con raffiche che potranno raggiungere l’intensità di burrasca forte sulle Isole Pelagie, accompagnate da violente mareggiate. Parallelamente, la Calabria Ionica rimarrà esposta a venti forti dai quadranti orientali, anch’essi con raffiche fino a burrasca forte, che continueranno a sferzare le coste esposte provocando onde alte e difficoltà nella navigazione. Queste ultime precipitazioni e i venti tesi rappresentano il “canto del cigno” di questa perturbazione, che entro la mattinata di domani lascerà spazio a schiarite temporanee, prima del nuovo, drastico cambiamento.

La quiete prima della tempesta: arriva il “Mostro” di San Biagio

La tregua sarà effimera. Già dalla serata di domani, lunedì 2 febbraio, e per tutta la giornata di martedì 3 febbraio, l’Italia sarà investita da una nuova, violenta saccatura atlantica. Le proiezioni dei modelli matematici ufficiali non lasciano spazio a dubbi: si formerà un profondo minimo depressionario sul Mar Ligure o alto Tirreno, motore di una fase di maltempo severo. La configurazione barica attiverà un richiamo massiccio di correnti meridionali. Un impetuoso flusso di Scirocco risalirà il Tirreno e l’Adriatico, determinando un’impennata termica repentina al Centro-Sud.

Sulle regioni meridionali, infatti, l’inverno subirà una brusca interruzione: le temperature schizzeranno verso l’alto, portando valori quasi primaverili su Sicilia, Puglia e Calabria, ma il cielo non sarà limpido. I forti venti meridionali trasporteranno ingenti quantità di sabbia del deserto del Sahara, che renderanno i cieli lattiginosi e giallastri, e le eventuali piogge saranno cariche di polvere rossastra. Ma se il Sud vivrà un anticipo di primavera “sporca”, il Nord si preparerà a vivere l’evento opposto: il grande inverno. Temperature fino a +20°C e forse anche oltre nella Sicilia tirrenica e in alcune zone della Calabria.

Allerta Neve al Nord-Ovest: Torino e il Piemonte verso l’evento storico

Il focus principale di questa ondata di maltempo riguarda il Nord Italia, dove la situazione è esplosiva. La presenza del cosiddetto “cuscino freddo padano” – uno strato di aria gelida intrappolato nei bassi strati della Pianura Padana dopo giorni di inversione termica – interagirà con l’aria umida e più mite in risalita da sud-est. Questo scorrimento “mite” sopra il lago d’aria gelida creerà le condizioni perfette per nevicate diffuse e abbondanti fino in pianura.

Secondo le ultime elaborazioni, a partire dalla serata di lunedì 2 febbraio, la neve inizierà a cadere copiosa su tutto il Piemonte. Si prevede che Torino venga ammantata da una coltre bianca significativa; non si tratterà di una semplice spolverata, ma di una delle nevicate più abbondanti registrate negli ultimi anni nel capoluogo sabaudo e nella pianura piemontese. Dopo la nevicata del 15 dicembre 2022 (12cm in città), la neve tornerà ad  imbiancare Torino dopo tre anni di assenza in modo significativo. Città come Cuneo, Asti, Alessandria, Ivrea, Biella, Verbania, forse anche Novara, vedranno accumuli significativi con potenziali disagi alla viabilità. Cuneo sarà la più colpita, con oltre 40cm in città. L’Aeronautica Militare, nel suo bollettino di previsione di fenomeni intensi, ha esplicitamente indicato nevicate localmente abbondanti fino a quote di pianura sul Basso Piemonte e sul settore ovest dell’Appennino Ligure, validando lo scenario di un evento nevoso di grande portata (“Big Snow”).

Il rischio Gelicidio e l’estensione alla Lombardia

Un’attenzione particolare va posta a un fenomeno insidioso e pericoloso citato nell’allerta ufficiale: le piogge congelantesi (o gelicidio). L’Aeronautica Militare prevede questo fenomeno sui settori appenninici del Piemonte sud-orientale, della Liguria centro-orientale e dell’Emilia Romagna occidentale. Qui, la pioggia cadrà liquida in quota ma congelerà istantaneamente al contatto con il suolo gelato, trasformando strade e vegetazione in lastre di ghiaccio.

L’avanzata del fronte perturbato tra la notte di martedì e la mattina di mercoledì coinvolgerà pesantemente anche la Lombardia. Mentre le zone occidentali della regione (Pavese, Lomellina, Varesotto) vedranno quasi sicuramente neve, la situazione per Milano è al limite ma estremamente affascinante. Tra la notte di martedì e la prima mattinata, è probabile che la neve faccia la sua comparsa anche nel capoluogo lombardo, imbiancando la città prima che il potente scirocco riesca a “erodere” il cuscino freddo trasformando la neve in pioggia nel corso della giornata. Sarà una lotta serrata tra il freddo resistente al suolo e l’aria mite in quota. La neve cadrà a Varese, Como, Lecco, Bergamo e anche poco sopra Brescia, nelle basse colline della città.

Montagne sepolte dalla neve: accumuli record sulle Alpi Orientali

Se al Nord-Ovest la neve sarà protagonista in pianura, al Nord-Est e sulle Alpi centrali si prevedono accumuli “monstre” in montagna. Il flusso umido meridionale impatterà violentemente contro la barriera alpina. Sulle montagne olimpiche dell’asse Milano-Cortina, così come su tutto l’arco alpino del Triveneto, sono attesi metri di neve fresca oltre i 1.000 metri, ma con fiocchi che inizialmente scenderanno fin verso le quote collinari e di fondovalle su Trentino e Alto Adige. Località come Cortina d’Ampezzo e le Dolomiti vedranno paesaggi fiabeschi, ottimi per il turismo invernale e le riserve idriche, ma che richiederanno massima attenzione per il pericolo valanghe che salirà notevolmente nei giorni a seguire.

In conclusione, l’Italia si appresta a vivere 48 ore di meteorologia estrema. Dal residuo ciclone al Sud alla nuova tempesta di Scirocco, fino alla grande nevicata del Nord-Ovest: è fondamentale seguire costantemente gli aggiornamenti della Protezione Civile e prestare la massima prudenza negli spostamenti.

Tutti i dettagli dal video con il bollettino meteo completo di oggi dal Canale YouTube di MeteoWeb:

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