Artemis II: al via il “Wet Dress Rehearsal”, l’ultima grande prova prima del ritorno verso la Luna

La NASA ha avviato il countdown simulato per il test criogenico del razzo SLS: un passo cruciale per garantire la sicurezza dell’equipaggio in vista del lancio di marzo

La strada verso la Luna passa per una complessa danza di ossigeno liquido e idrogeno ghiacciato. Al Kennedy Space Center della NASA è ufficialmente iniziato il countdown per il Wet Dress Rehearsal (WDR) di Artemis II, l’esercitazione generale che simula ogni singola fase del lancio, fatta eccezione per il decollo vero e proprio. Il cronometro ha iniziato a correre alle 00:50 ora italiana di oggi 18 febbraio (le 18:50 EST di martedì in Florida), segnando il punto “L-49 ore e 40 minuti” rispetto all’apertura della finestra di lancio simulata, prevista per le 02:30 ora italiana di venerdì 20 febbraio.

In cosa consiste il test

Il termine “wet” (bagnato) si riferisce al caricamento dei propellenti criogenici nei serbatoi del mastodontico Space Launch System (SLS). Durante il test, il team di lancio della NASA e i centri di controllo di Houston e di altri poli strategici coordineranno una serie di operazioni critiche:

  • Caricamento dei propellenti – Riempimento dei serbatoi con ossigeno liquido (LOX) e idrogeno liquido (LH2);
  • Gestione del countdown – Simulazione delle procedure di “hold” (pausa) e “recycle” (ripartenza del cronometro);
  • Svuotamento (Scrub) – Pratica delle manovre di emergenza per svuotare i serbatoi in caso di rinvio del lancio.

Mentre il razzo domina la rampa di lancio 39B, le squadre tecniche stanno già preparando le piattaforme temporanee per intervenire sul sistema di terminazione del volo (FTS). Questi lavori sono fondamentali per soddisfare i requisiti di sicurezza dell’Eastern Range in vista della possibile finestra di lancio di marzo.

La logica del Countdown: L-time vs T-time

Per i non addetti ai lavori, la NASA distingue due cronometri:

  1. L-minus (Launch time) – Indica il tempo reale che manca al decollo (ore e minuti effettivi);
  2. T-minus (Test time) – Indica la sequenza di eventi operativi.

A differenza dell’L-time, il T-time può essere fermato durante i “built-in holds”, pause pianificate che permettono al team di risolvere piccoli intoppi o allinearsi perfettamente con la finestra temporale senza stressare il programma complessivo.

Durante il test di venerdì, il team eseguirà una manovra di precisione: fermeranno il tempo a T-1 minuto e 30 secondi per 3 minuti, per poi ripartire fino a T-33 secondi. A quel punto, il cronometro verrà riportato a T-10 minuti per una seconda prova generale, simulando uno scenario in cui un problema tecnico costringe a un rapido reset della procedura.

L’equipaggio: assente ma protagonista

Sebbene gli astronauti della missione Artemis II non saliranno a bordo durante questa esercitazione, la loro presenza sarà “simulata” in ogni dettaglio. Il personale di terra (la closeout crew) praticherà la chiusura dei portelli del modulo Orion e del sistema di aborto del lancio (LAS), garantendo che ogni guarnizione e protocollo sia a prova di errore.

Cosa succederà dopo?

Una volta concluso il test, intorno alle 06:30 ora italiana di venerdì 20 febbraio, i tecnici procederanno allo svuotamento dei serbatoi e all’analisi dei dati raccolti. Se tutto procederà come previsto, la NASA potrà finalmente annunciare la data ufficiale del lancio, portandoci un passo più vicini al momento in cui l’umanità tornerà a guardare la Luna non più come un miraggio, ma come una destinazione.