Clima, il Perù dichiara l’allerta per il fenomeno El Niño costiero

Le autorità peruviane indicano che "lo sviluppo di El Niño costiero inizierà a marzo e persisterà fino a novembre": ecco cosa si aspettano

L’autorità climatica peruviana ha attivato lo stato di allerta lungo la costa oggi, dopo aver avvertito che il fenomeno El Niño costiero, che aumenta periodicamente le temperature oceaniche e provoca piogge e inondazioni, interesserà il Paese a partire da marzo. Le previsioni della Commissione Multisettoriale per lo Studio Nazionale del Fenomeno El Niño (ENFEN) indicano che “lo sviluppo di El Niño costiero inizierà a marzo e persisterà fino a novembre. Il fenomeno colpisce principalmente l’area marina. Si prevede che durante il suo sviluppo “predomineranno condizioni calde di debole intensità“, che potrebbero “raggiungere un’intensità moderata” a partire da luglio, durante l’inverno dell’emisfero australe.

La dichiarazione di allerta prevede una maggiore vigilanza per potenziali disastri naturali e raccomanda al governo di “adottare misure volte a ridurre il rischio di catastrofi, nonché azioni di preparazione per rispondere a pericoli imminenti”. L’autorità climatica prevede “piogge da moderate a intense e temperature dell’aria superiori alla norma lungo la costa settentrionale”, che in genere superano i +30°C.

Questo fenomeno meteorologico è solitamente accompagnato da frane, inondazioni fluviali, forti piogge, siccità e aumento delle temperature costiere a causa del riscaldamento dell’Oceano Pacifico. L’ultima volta che ha colpito il Perù è stato nel 2023.

El Niño costiero è una versione localizzata del fenomeno meteorologico globale El Niño, legato al riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico e che si verifica in media ogni due-sette anni.