L’incremento delle temperature medie e la maggior frequenza di ondate di calore connessi ai cambiamenti climatici potrebbero avere seri effetti sulla gravidanza, aumentando i rischi per la mamma e il bambino. È quanto sostiene un’analisi condotta da ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine, pubblicata sul Journal of the American Medical Association (Jama). Le donne, in gravidanza, non perdono la capacità di regolare il calore, spiegano i ricercatori. Anzi, l’organismo mette in atto meccanismi di sicurezza finalizzati a garantire la temperatura ottimale per la mamma e il feto. Nonostante ciò, i rischi non mancano: l’esposizione alle alte temperature può favorire la pressione alta, la preeclampsia (la cosiddetta gestosi), anche nella forma più grave di eclampsia. Più frequenti sono anche i disturbi mentali.
Le temperature elevate mettono in pericolo anche il bambino: per ogni grado di aumento delle temperature medie, sale del 5% il rischio di parto pretermine e di morte fetale. Più frequenti possono essere anche le malformazioni, specie se l’esposizione alle alte temperature avviene nelle prime settimane di gravidanza.
“Ad agosto 2003, Parigi ha vissuto una grave ondata di calore con temperature medie giornaliere superiori a +35°C per 14 giorni consecutivi. Questo evento è stato associato a un aumento del 13% dei difetti del tubo neurale a Parigi (circa 6 casi aggiuntivi) tra le nascite concepite ad agosto 2003“, ricordano i ricercatori, che invitano le donne a evitare l’esposizione a temperature estremamente elevate durante tutta la gravidanza.
I consigli
Tra i consigli per evitare il calore eccessivo, “modificare gli orari di lavoro per ridurre il tempo trascorso al caldo, limitare l’attività fisica, abbassare la temperatura negli ambienti chiusi”, “l’applicazione di asciugamani freddi e bagnati o l’immersione dei piedi in acqua fredda”, concludono i ricercatori.


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