L’Italia del fondo conquista la medaglia di bronzo nella sprint dello sci di fondo ai Giochi di Milano Cortina. Federico Pellegrino ed Elia Barp hanno chiuso al terzo posto alle spalle della Norvegia di Klaebo al quinto oro di queste Olimpiadi e agli Stati Uniti. E’ la 25ª medaglia per l’Italia. Per Pellegrino è la quarta medaglia olimpica (in questa edizione ha vinto un altro bronzo nella staffetta 4×7,5 km). Lo sci di fondo rappresenta la forma più antica dello sci. Nato nei Paesi del Nord Europa per rispondere all’esigenza di spostarsi su lunghe distanze attraverso territori innevati, si trasformò in disciplina sportiva verso la fine del XIX secolo. Le sue radici sono molto lontane nel tempo. Il termine “sci” deriva dall’antico norvegese “skid”, che significa “lungo pezzo di legno”. Per generazioni, le popolazioni del Nord Europa utilizzarono gli sci durante l’inverno per cacciare e procurarsi legna da ardere.
Le grandi distanze tra piccoli villaggi isolati, unite a inverni particolarmente rigidi e nevosi, resero lo sci uno strumento fondamentale anche per mantenere relazioni e contatti tra le comunità. Sul finire dell’Ottocento, lo sci di fondo divenne uno sport vero e proprio, inizialmente praticato anche dai reparti dell’esercito norvegese. La prima competizione ufficialmente documentata risale al 1842. Un evento decisivo per la diffusione di questa disciplina in Europa fu l’attraversamento della Groenlandia compiuto nel 1888 da Fridtjof Nansen. Il celebre festival sciistico di Holmenkollen prese avvio nel 1892 e, in origine, l’attenzione era concentrata soprattutto sulla combinata nordica; nel 1901 venne però inserita nel programma una gara dedicata esclusivamente allo sci di fondo.
Storia olimpica
Disciplina fin da subito molto apprezzata, lo sci di fondo è presente nel programma olimpico sin dalla prima edizione dei Giochi Invernali di Chamonix nel 1924, inizialmente con sole prove maschili. Le competizioni femminili furono introdotte ai Giochi di Oslo del 1952. Nelle prime edizioni olimpiche fu la Norvegia a imporsi come nazione dominante, affiancata in seguito da Svezia, Finlandia e Russia.
Lo sci di fondo prevede due principali tecniche: quella classica e quella libera. Nella tecnica classica gli atleti avanzano seguendo i binari tracciati nella neve, mentre nella tecnica libera, detta anche “pattinato”, la progressione avviene con movimenti laterali rispetto alla direzione di marcia. Nella 50 km in tecnica classica con partenza in linea, tutti i concorrenti prendono il via contemporaneamente. Anche nella staffetta 4 x 7,5 km le squadre partono insieme: ciascun team è formato da quattro atleti, ognuno dei quali percorre la stessa distanza.
La sprint in tecnica classica inizia con una fase di qualificazione individuale, con partenze ogni 15 secondi. I 30 migliori tempi accedono ai quarti di finale, articolati in cinque batterie da sei atleti ciascuna. I primi due classificati di ogni batteria, insieme ai due migliori tempi rimanenti, si qualificano per le semifinali; lo stesso criterio vale per l’accesso alla finale.
Nella sprint a squadre in tecnica libera le partenze avvengono a intervalli di 30 secondi. Ogni squadra è composta da due atleti che si alternano per tre volte, per un totale di sei frazioni. La competizione si apre con due semifinali: le prime due squadre di ciascuna, insieme a sei ripescate con i tempi migliori, accedono alla finale.
Le gare dei 10 km in tecnica libera, sia maschili sia femminili, sono le uniche previste con partenza a intervalli: in questo caso il successo va all’atleta che realizza il tempo complessivo più veloce, e non necessariamente a chi taglia per primo il traguardo.


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