Per la prima volta, i ricercatori hanno catturato immagini molecolari dettagliate del canale TRPM8, il principale “sensore del freddo” del corpo umano. Presentati al 70° Annual Meeting della Biophysical Society, i risultati chiariscono come la temperatura bassa e sostanze come mentolo ed eucalipto attivino questo canale presente nelle membrane dei neuroni sensoriali di pelle, bocca e occhi. Utilizzando la crio-microscopia elettronica, gli scienziati hanno ottenuto istantanee del canale mentre passa dallo stato chiuso a quello aperto. Il freddo provoca modifiche strutturali soprattutto nella regione del poro, permettendo il passaggio degli ioni e generando segnali nervosi diretti al cervello. Il mentolo, invece, si lega a una regione diversa, inducendo cambiamenti conformazionali che si propagano fino al poro: “Il mentolo è come un trucco che apre il canale come farebbe il freddo, senza abbassare realmente la temperatura“, spiega Hyuk-Joon Lee, ricercatore alla Duke University.
Lo studio ha individuato anche un “cold spot”, una regione chiave che regola la sensibilità al freddo e previene la desensibilizzazione. Le implicazioni cliniche sono promettenti: TRPM8 è già target di farmaci per l’occhio secco e potrebbe diventare bersaglio per trattamenti di dolore cronico, emicrania e altre patologie. Questa ricerca fornisce la prima mappa molecolare di come stimoli termici e chimici si combinano per produrre la sensazione di freschezza.


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