Oggi, 9 febbraio 2026, il mondo della scienza saluta uno dei suoi protagonisti più carismatici e discussi. Antonino Zichichi, fisico di fama internazionale e fondatore del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice, si è spento all’età di 96 anni. Con la sua scomparsa, l’Italia perde non solo un ricercatore che ha contribuito alla scoperta dell’antideutone al CERN, ma anche un intellettuale capace di navigare con disinvoltura tra i misteri della fisica subnucleare e le vette della teologia, sostenendo sempre che scienza e fede fossero due espressioni della stessa razionalità divina.
Oltre ai suoi meriti accademici, Zichichi ha occupato per decenni le cronache per le sue posizioni controcorrente su temi di scottante attualità. In particolare, la sua visione del cambiamento climatico ha rappresentato una voce fuori dal coro, spesso in aperto contrasto con il consenso scientifico prevalente. Zichichi non negava il mutamento del clima, ma ne contestava radicalmente le cause e la prevedibilità, invitando a una distinzione netta tra la salute del pianeta e i cicli naturali del cosmo.
Zichichi ha spesso chiarito all’opinione pubblica che l’uomo non può che avere una responsabilità marginale nelle variazioni termiche globali. Nelle sue dichiarazioni più note, affermava che il motore principale del clima terrestre è il Sole, la cui attività ciclica determina le ere glaciali e i periodi interglaciali da milioni di anni. Per Zichichi, l’attività umana inciderebbe per una frazione minima, stimata attorno al 5% o 10%, sul bilancio energetico totale del pianeta.
Egli amava ricordare che la Terra ha vissuto periodi di riscaldamento ben più intensi di quello attuale in epoche in cui l’uomo non aveva ancora sviluppato alcuna industria. Attribuire ogni tempesta o ondata di calore alla CO₂ era, ai suoi occhi, una forma di “superstizione scientifica” o, come amava definirla, un “inquinamento culturale” che impediva di guardare alla complessità dei fattori astrofisici e geologici in gioco.
Secondo lo scienziato, la vera ecologia consiste nel non sprecare risorse in battaglie contro fenomeni naturali inarrestabili, ma nel concentrarsi sulla protezione dell’ambiente dai veleni chimici e sull’investimento nella ricerca scientifica pura. Con la morte di Zichichi, il dibattito sul clima perde una voce provocatoria, un uomo che ha vissuto con la convinzione che la verità non si decide a maggioranza, ma attraverso la prova sperimentale e la coerenza matematica.
Di seguito pubblichiamo una raccolta delle dichiarazioni più significative di Antonino Zichichi sul tema del clima, incluse fonti internazionali tradotte e interventi presso organismi scientifici mondiali.
Citazioni da fonti internazionali e documenti ufficiali
- “I tentativi di impedire il cambiamento climatico globale sono in definitiva futili e costituiscono una tragica allocazione errata di risorse che sarebbero meglio spese per i problemi reali e urgenti dell’umanità.” (Fonte: Lettera aperta agli esperti dell’ONU, sottoscritta come Presidente della World Federation of Scientists)
- “La meteorologia è dominata dal motore meteorologico in cui l’effetto delle attività umane rappresenta un livello massimo del 10%. Non è possibile escludere che i fenomeni osservati abbiano cause naturali. Può darsi che l’uomo non c’entri nulla.” (Fonte: Rapporto “Meteorology and Climate: Problems and Expectations”, World Federation of Scientists)
- “Non abbiamo ancora una struttura matematica capace di descrivere il passato delle superfici solide e liquide della Terra; solo quando l’avremo potremo confermare ciò che viene sostenuto oggi dall’IPCC. Al momento, le previsioni oltre le due settimane non sono scientificamente credibili.” (Fonte: Intervento tecnico presso il Seminario sulle Emergenze Planetarie, Erice)
- “Il clima è un sistema complesso e caotico. Pensare di poterlo controllare agendo su una singola variabile come la CO₂ è un’illusione che ignora le leggi della fisica non lineare.” (Fonte: Intervista rilasciata alla stampa estera durante i simposi del World Laboratory di Ginevra)
Dichiarazioni alla stampa italiana e pubblicazioni divulgative
- “È bene precisare che cambiamento climatico e inquinamento sono due cose completamente diverse. Legarli vuol dire rimandare la soluzione. L’inquinamento si può combattere subito, il riscaldamento globale è tutt’altra cosa.” (Fonte: Editoriale su Il Giornale)
- “Il motore del clima è il Sole. È l’attività della nostra stella che incide sul clima terrestre, determinando le ere glaciali e i periodi interglaciali. L’uomo incide al massimo per il 5%. È impensabile che l’attività antropica possa causare gli stessi effetti del Sole.” (Fonte: Intervista a HuffPost Italia)
- “Anidride carbonica e gas serra non sono veleni. Senza l’effetto serra la temperatura media sulla Terra sarebbe di 18 gradi sotto zero. La CO₂ è cibo per le piante, senza di essa non ci sarebbe la vita vegetale e quindi nemmeno la nostra.” (Fonte: Conferenza “L’origine dell’uomo tra fede e scienza”, ripresa da LaPiù Tv)
- “Il cambiamento climatico dipende dalle attività umane per circa il 5%. Il restante 95% è legato a fenomeni naturali che avvengono nel Sole e nel cosmo. Attribuire alle attività umane il surriscaldamento globale è privo di fondamento scientifico.” (Fonte: Intervista a Il Giornale)
- “Cara Greta, studia. Non interrompere gli studi per inseguire slogan. Il clima richiede rigore scientifico, non allarmismo mediatico. Bisognerebbe insegnare la scienza del clima già alle elementari per evitare che diventi una nuova forma di superstizione.” (Fonte: Lettera aperta pubblicata su diversi quotidiani nazionali)
- “L’inquinamento culturale è più pericoloso di quello atmosferico. Ci impedisce di distinguere tra ciò che è scienza galileiana, basata su prove sperimentali e matematica, e ciò che è semplice congettura o ideologia.” (Fonte: Intervento alla Fondazione Ettore Majorana)
- “Per concludere che è l’attività umana a cambiare il clima, bisognerebbe avere un modello matematico in grado di descrivere l’evoluzione del sistema. Ma quanti parametri liberi sono presenti in questi modelli? Finché non avremo l’equazione del clima, queste restano solo congetture.” (Fonte: Climalteranti / Intervento tecnico al CERN)
- “Esiste un inquinamento culturale che ci impedisce di vedere la realtà. Si confonde la protezione dell’ambiente, che è un dovere sacro, con la pretesa di governare cicli cosmici che l’uomo non può controllare.” (Fonte: Intervista a ‘Che tempo che fa’, Rai 3)
- “L’anidride carbonica non è il nemico numero uno del pianeta. Senza la CO2 le piante non potrebbero vivere, poiché è essenziale per la fotosintesi. E senza carbonio non esiste la vita. Bisogna distinguere tra sostanze tossiche e gas naturali.” (Fonte: Conferenza presso il Centro Majorana di Erice)
Il testo integrale dell’epica lettera: “Cara Greta, studia”
“Cara Greta, studia. Dovresti sapere che il clima e l’inquinamento sono due cose totalmente diverse. Legarli vuol dire rimandare la soluzione. L’inquinamento si può combattere subito proibendo di immettere veleni nell’aria: questa è scienza galileiana, perché si basa sulla prova sperimentale. Il clima, invece, è un’altra storia.
Il clima è un sistema complesso che dipende da un numero enorme di variabili, la stragrande maggioranza delle quali sono naturali e fuori dal controllo dell’uomo. Per capire il clima bisognerebbe studiare la fisica, la matematica e la meteorologia ad alti livelli. Attribuire alle attività umane il surriscaldamento globale è privo di fondamento scientifico. Non esiste alcuna equazione matematica che provi il legame tra la CO₂ prodotta dall’uomo e l’aumento della temperatura terrestre.
L’attività umana influisce sul clima nella misura del 5%. Il restante 95% dipende da fenomeni naturali legati al Sole e al cosmo. Il motore del clima è la nostra stella: è lei che decide se ci saranno ere glaciali o periodi caldi, come è sempre accaduto nei milioni di anni precedenti alla comparsa dell’uomo e dell’industria. Dire che l’uomo può cambiare il clima è un atto di superbia che non ha nulla a che fare con la scienza.
La CO₂ non è un veleno. Senza l’anidride carbonica non ci sarebbe la vita vegetale, le piante non potrebbero fare la fotosintesi e noi non avremmo ossigeno. Confondere l’anidride carbonica con lo smog e le polveri sottili è un errore gravissimo che genera solo confusione. Bisogna combattere l’inquinamento atmosferico, le sostanze tossiche e gli scarti chimici, ma non si può fare guerra a un gas che è alla base della vita stessa.
Per queste ragioni, ti dico: studia. Non farti usare da chi vuole trasformare la scienza in una nuova forma di superstizione collettiva. La scienza non è fatta di slogan, né si decide a maggioranza alzando la mano in una piazza. La scienza è fatta di calcoli, esperimenti e verifiche rigorose. Solo studiando potrai capire che la vera emergenza non è il clima, ma l’ignoranza scientifica che impedisce di affrontare i problemi reali del nostro pianeta“.




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