Frana Niscemi, sopralluogo con droni: in piedi la Croce, simbolo di resistenza

Frana Niscemi, esperti impegnati nei controlli: "i monitoraggi, nonostante le piogge di questi giorni, ci permettono di avere una situazione aggiornata e proseguiranno”

I crolli che si sono verificati lungo il fronte frana a Niscemi preoccupano i cittadini del paese del Nisseno che ancora attendono di capire quale sorte avranno le loro abitazioni, quelle che sono nella fascia dei 150 metri ma non prossime al ciglio del burrone. Proseguono i monitoraggi con i droni e i mezzi della Protezione Civile. I rilievi che sono in corso confermano che rimane in piedi la croce, che sta diventando un ‘simbolo di resistenza’ di Niscemi nel quartiere più colpito, “Sante Croci”. “Sta diventando un simbolo di resistenza e notiamo dalle immagini che non ha ceduto“, dice uno dei professionisti che sta partecipando fin dall’inizio dell’emergenza alle operazioni di monitoraggio e controllo. In bilico rimane anche la Fiat Panda che più volte è stata ripresa dai sistemi aerei.

I monitoraggi, nonostante le piogge di questi giorni, ci permettono di avere una situazione aggiornata e proseguiranno“, dicono gli operatori impegnati, anche di domenica.

In municipio, sono in pieno svolgimento le attività del Centro operativo comunale, che coordina tutti gli interventi. Il sindaco Massimiliano Conti ha voluto soprattutto completare il piano di riapertura delle scuole, con le lezioni che riprenderanno domani, dopo più di una settimana di fermo forzato.

Continuano gli interventi di recupero dei beni

Dopo una prima fase emergenziale nella quale si è dovuto recuperare scappando in grande velocità gli effetti di primissima necessità, adesso la domanda dei cittadini, giustamente, è quella di continuare a recuperare altri beni, che pure sono importanti, per ritornare lentamente a una vita, per quanto possibile, che abbia la parvenza di una vita normale”. Lo ha detto Michele Burgio, dirigente regionale dei Vigili del Fuoco facendo il punto sugli interventi a Niscemi.

“In alcuni casi – ha aggiunto – stiamo ripetendo l’accesso alle abitazioni per recuperare altri beni. Questo significa che non si esaurisce la coda delle domande di intervento, ma è continuamente alimentata. E noi, in funzione di questo, rimoduliamo il numero delle squadre e l’eventuale necessità di specialisti. Noi della sede regionale seguiamo con grande attenzione l’evolversi della situazione insieme al comandante provinciale e al nostro Centro operativo nazionale”.