Grecia e Malta frenano il nuovo giro di sanzioni Ue contro il petrolio russo

Riserve di alcuni Stati membri rallentano il negoziato sul nuovo pacchetto di misure restrittive dell’Unione europea contro Mosca

Grecia e Malta sono emerse come principali ostacoli alla proposta della Commissione europea di sostituire il tetto al prezzo del petrolio russo con un divieto dei servizi necessari al suo trasporto. Secondo fonti diplomatiche, i due Paesi hanno espresso riserve durante la riunione degli ambasciatori Ue, temendo ripercussioni sul settore marittimo europeo e sui prezzi dell’energia, e chiedendo chiarimenti su possibili sanzioni a porti stranieri e su controlli rafforzati sulle vendite di navi. La misura, fulcro del 20° pacchetto sanzioni contro Mosca, colpirebbe assicurazioni e trasporti e sarebbe subordinata al sostegno del G7. Il pacchetto prevede inoltre restrizioni all’export per oltre 360 milioni di euro e divieti d’importazione per più di 500 milioni di euro, oltre a misure contro operatori di criptovalute e istituti finanziari in Asia centrale e Laos. L’adozione richiede l’unanimità dei Ventisette e Bruxelles punta a finalizzare il testo entro fine febbraio.