Il 23 febbraio 1887 il terremoto che sconvolse la Liguria occidentale

Sisma, maremoto e centinaia di vittime: a 139 anni dalla tragedia, il ricordo di una delle catastrofi naturali più gravi della storia ligure

Il 23 febbraio 1887, esattamente 139 anni fa, la Liguria occidentale fu colpita da una violenta sequenza sismica che cambiò per sempre il volto della regione. Tre scosse principali, registrate alle 06:22, alle 06:29 e alle 08:51 del mattino, provocarono distruzioni diffuse lungo la costa tra Sanremo e Alassio, con epicentro probabilmente in mare al largo di Imperia. I centri più vicini alla zona del sisma subirono danni devastanti: interi edifici crollarono a Diano Marina, Taggia e Laigueglia, mentre il bilancio finale fu drammatico: 631 vittime, di cui 220 a Bajardo e 190 proprio a Diano Marina. Molti fedeli si trovavano nelle chiese per le celebrazioni religiose e rimasero intrappolati sotto le macerie dopo il crollo delle volte.

La scossa principale fu avvertita in gran parte dell’Italia settentrionale, fino alla Francia meridionale, alla Svizzera e al Tirolo. Al terremoto seguì anche un maremoto che fece arretrare il mare e poi innalzare onde lungo le coste liguri e francesi. Nelle ore successive regnarono caos e paura: circa 20mila persone rimasero senza casa e i soccorsi tardarono ad arrivare.

Tra i primi studiosi a indagare la catastrofe ci fu il sismologo Giuseppe Mercalli, che proprio da osservazioni come queste avrebbe sviluppato negli anni successivi la celebre scala per misurare l’intensità dei terremoti. Un’eredità scientifica nata da una tragedia che la Liguria non ha mai dimenticato.