Invecchiare comunicando: nuove evidenze scientifiche sulle abilità cognitive e pragmatiche nell’età avanzata

Presentati i risultati del progetto PRIN ACTIVELY su abilità comunicative, riserva cognitiva e interventi di prevenzione

Comprendere come cambiano le abilità comunicative e cognitive nel corso dell’invecchiamento e individuare strategie efficaci per contrastarne il declino: è l’obiettivo del progetto di ricerca ACTIVELY – Assessment and enhancement of pragmatic and narrative skills in hEalthY aging, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PRIN 2022. Il progetto è coordinato per l’Università di Torino dal gruppo di ricerca GIPSI (research Group on Inferential Processes in Social Interaction), afferente al Dipartimento di Psicologia e guidato dalla Prof.ssa Francesca M. Bosco, in collaborazione con il Prof. Andrea Marini dell’Università di Udine. I principali risultati degli studi condotti sono stati presentati venerdì 23 gennaio 2026 a Torino, in occasione del Workshop conclusivo del progetto.

Giunto ormai alle fasi finali, il progetto ha raggiunto e superato gli obiettivi prefissati, offrendo nuovi dati sul funzionamento della competenza comunicativo-pragmatica nell’invecchiamento sano. Questa competenza riguarda la capacità di usare e comprendere linguaggio, gesti, tono di voce e contesto sociale per comunicare in modo efficace e, come altre funzioni cognitive, tende a ridursi con l’avanzare dell’età.

Un contributo particolarmente innovativo è rappresentato da un recente studio del gruppo di ricerca, pubblicato sulla rivista internazionale Scientific Reports, che ha adottato per la prima volta un approccio longitudinale. La ricerca ha valutato le abilità pragmatiche e cognitive delle stesse persone anziane in due momenti diversi della loro vita, a circa cinque anni di distanza.

I risultati

I risultati mostrano che nel tempo si osserva un declino della competenza comunicativo-pragmatica, soprattutto nella comprensione dei messaggi, accompagnato da una riduzione di altre funzioni cognitive come attenzione, memoria di lavoro e funzioni esecutive. Lo studio evidenzia inoltre una relazione significativa tra il declino pragmatico e due fattori chiave: la riserva cognitiva e il declino cognitivo soggettivo. In particolare, le persone con una riserva cognitiva più elevata – costruita nel corso della vita attraverso istruzione, lavoro e attività sociali e cognitive stimolanti – mostrano un declino comunicativo più contenuto. Al contrario, un maggiore calo dell’abilità pragmatica è associato a una più forte percezione soggettiva di difficoltà cognitive, soprattutto nella memoria e nella pianificazione.

Accanto a questi dati, il progetto ACTIVELY offre anche prospettive di intervento. Risultati preliminari di un altro studio in corso indicano che la competenza comunicativo-pragmatica può essere potenziata attraverso training mirati. Il gruppo GIPSI sta infatti lavorando alla validazione del Trattamento Cognitivo Pragmatico Avanzato, un intervento specificamente progettato per migliorare l’abilità comunicativo-pragmatica nell’invecchiamento sano. I primi dati, presentati a novembre alla 3rd Global Conference on Aging and Gerontology di Londra, mostrano che il training risulta più efficace nel migliorare la comunicazione pragmatica rispetto a semplici attività informali di socializzazione.

Le attività di ricerca sono rese possibili anche grazie a una solida rete di collaborazioni sul territorio, in particolare con l’Associazione A.S.V.A.D., impegnata nella promozione della conoscenza sulle patologie neurodegenerative e nel supporto a persone anziane e caregiver, e con l’UniTre di Nichelino, con cui il gruppo GIPSI collabora da anni. Questa sinergia si è ulteriormente rafforzata attraverso il corso di divulgazione scientifica “Le abilità comunicative e cognitive nell’arco di vita: oltre le parole c’è di più?”, giunto alla sua quarta edizione.