L’11 febbraio 2016 il mondo scientifico assistette a una delle scoperte più importanti della fisica moderna: la prima dimostrazione sperimentale dell’esistenza delle onde gravitazionali. Oggi, 11 febbraio 2026, ricorre il 10° anniversario dell’annuncio ufficiale diffuso dal team internazionale del progetto Advanced LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), coronamento di decenni di ricerca. Le onde gravitazionali erano state previste nel 1915 da Albert Einstein nell’ambito della teoria della relatività generale. Si tratta di increspature dello spazio-tempo generate da eventi cosmici estremamente violenti, come la fusione di buchi neri o stelle di neutroni. Tuttavia, la loro rilevazione si è rivelata per oltre un secolo una sfida tecnologica quasi impossibile, a causa dell’incredibile debolezza del segnale.
Il successo arrivò grazie ai 2 rivelatori gemelli situati negli Stati Uniti, capaci di misurare variazioni infinitesimali nella distanza tra specchi separati da km. Il segnale osservato da LIGO proveniva dalla collisione di 2 buchi neri avvenuta circa 1,3 miliardi di anni fa.
La scoperta ha inaugurato una nuova disciplina, l’astronomia gravitazionale, permettendo di osservare l’universo attraverso fenomeni invisibili ai telescopi tradizionali. Negli anni successivi, nuove rilevazioni hanno ampliato la comprensione dei processi cosmici estremi, confermando il ruolo delle onde gravitazionali come strumento fondamentale per esplorare i misteri più profondi del cosmo.


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