La Florida sfrutta il freddo record per sterminare le iguane verdi che infestavano lo Stato: oltre 5 mila esemplari abbattuti grazie all’aiuto dei cittadini

Oltre 5.000 iguane rimosse dall'ecosistema grazie a un ordine esecutivo d’emergenza che ha trasformato un fenomeno biologico in una mobilitazione cittadina per il controllo delle specie invasive

All’inizio di febbraio 2026, una storica ondata di freddo artico ha travolto la Florida, portando le temperature a livelli minimi che non si registravano da decenni. Se per i residenti il freddo ha rappresentato un disagio logistico, per l’ecosistema locale si è trasformato in una finestra strategica senza precedenti. La Florida Fish and Wildlife Conservation Commission (FWC) ha infatti emanato un ordine esecutivo straordinario, autorizzando i cittadini a catturare e trasportare iguane verdi — specie altamente invasiva — verso centri di raccolta statali per l’abbattimento controllato. Il risultato è stato una rimozione di massa che ha ridefinito le strategie di gestione della fauna selvatica durante gli eventi climatici estremi.

La biologia del torpore: quando il sistema nervoso si spegne

Dal punto di vista fisiologico, l’iguana verde (Iguana iguana) è un rettile ectotermo, il che significa che dipende interamente da fonti di calore esterne per regolare la propria temperatura corporea. Quando le temperature scendono al di sotto dei +10°C (50°F), il loro metabolismo rallenta drasticamente; se la colonnina di mercurio scende sotto i +4°C (39°F), il loro sistema nervoso entra in uno stato di arresto temporaneo noto come torpore freddo.

In questa condizione, i muscoli si irrigidiscono e gli esemplari perdono la capacità di aggrapparsi ai rami degli alberi, precipitando al suolo in uno stato di paralisi apparente. Sebbene non siano necessariamente morte, le iguane in torpore sono completamente vulnerabili. È proprio questo limite biologico che lo Stato della Florida ha deciso di sfruttare come arma gestionale.

L’Ordine esecutivo: la svolta burocratica che ha mobilitato i cittadini

L’aspetto più dirompente di questa notizia non è il fenomeno della “pioggia di iguane“, ormai noto alle cronache, ma la risposta istituzionale. Per la prima volta, la FWC ha sospeso le restrizioni sui permessi di trasporto per le specie proibite, permettendo ai residenti di raccogliere i rettili paralizzati dalle proprie proprietà e trasportarli in sacchi di tela verso centri di raccolta designati.

Questa decisione ha trasformato migliaia di cittadini in “biologi da campo” improvvisati. Esperti e trappolatori locali hanno descritto l’operazione come una sorta di “caccia alle uova di Pasqua per dinosauri”. La possibilità di maneggiare animali che solitamente sono agili e aggressivi senza il rischio di morsi o frustate di coda (grazie allo stato di incoscienza termica) ha permesso una rimozione capillare che nessuna squadra di professionisti avrebbe potuto eguagliare da sola.

Cifre di un’operazione lampo: oltre 5.000 esemplari rimosso

I dati ufficiali rilasciati dalla FWC a Tallahassee sono impressionanti: in soli tre giorni, sono stati raccolti e abbattuti umanamente 5.195 esemplari di iguana verde in tutto lo stato. La città di Sunrise è stata l’epicentro dell’operazione, ricevendo da sola quasi 3.900 rettili.

Altri centri significativi sono stati:

  • Tequesta: 1.075 esemplari
  • Marathon: 215 esemplari
  • Fort Myers: 23 esemplari

Questi numeri rappresentano un colpo durissimo per la popolazione locale di una specie che causa danni strutturali significativi scavando tunnel sotto dighe e fondamenta, oltre a minacciare la flora autoctona e a rappresentare un vettore per la Salmonella.

Resilienza e futuro: un ecosistema in bilico

Nonostante il successo dell’operazione, gli scienziati avvertono che non si tratta di una vittoria definitiva. Studi recenti pubblicati su riviste come International Hedgehog Day suggeriscono che alcune popolazioni di iguane stiano sviluppando una maggiore tolleranza al freddo, adattandosi ai rapidi cambiamenti climatici della Florida.

Tuttavia, l’evento del febbraio 2026 ha dimostrato che la gestione delle specie invasive può essere enormemente potenziata se le istituzioni sanno cogliere le opportunità offerte dalle anomalie meteorologiche. La combinazione di un evento climatico letale e di una politica d’emergenza agile ha permesso di ottenere in pochi giorni risultati che avrebbero richiesto anni di sforzi coordinati e milioni di dollari di investimento pubblico.