Il cielo di fine febbraio offre un ultimo atto per uno degli eventi astronomici più affascinanti: la cosiddetta “Parata di Pianeti“. Per alcuni giorni, subito dopo il tramonto, fino a 6 pianeti si sono trovati contemporaneamente sopra l’orizzonte, creando l’impressione di una straordinaria fila cosmica. In realtà lo spettacolo è già in fase di dissoluzione: alcuni pianeti stanno scivolando nella luce del crepuscolo, altri sono ormai troppo deboli per essere osservati senza strumenti. Rimangono però ancora momenti preziosi per chi alzerà gli occhi al cielo questo weekend. Anche se non si tratta di un vero allineamento astronomico, la configurazione resta affascinante dal punto di vista geometrico e osservativo, con un protagonista indiscusso che domina la scena notturna: Giove, brillante e visibile per gran parte della notte.
Cosa si vede davvero
Tecnicamente, dopo il tramonto 6 pianeti si trovano ancora sopra l’orizzonte, ma non tutti sono facili da individuare. Venere appare basso a Ovest ed è luminosissimo, ma resta visibile solo per poco tempo prima di tramontare. Giove invece è il più spettacolare e facile da osservare: brilla alto nel cielo serale ed è visibile per ore.
Gli altri pianeti richiedono condizioni migliori o strumenti:
- Mercurio è ormai quasi nascosto nel bagliore del crepuscolo;
- Saturno è sempre più basso e difficile da distinguere;
- Urano può essere individuato con un binocolo, ma non a occhio nudo;
- Nettuno, di fatto, non è più osservabile.
A rendere il cielo ancora più suggestivo c’è anche la Luna in fase gibbosa crescente, illuminata per oltre il 90%, che nelle stesse sere appare vicina a Giove.
Come osservare la parata prima che scompaia
Per tentare l’osservazione bisogna iniziare circa mezz’ora dopo il tramonto, con una visuale libera verso l’orizzonte occidentale. Venere sarà il primo punto luminoso a comparire, molto brillante ma visibile solo per una finestra di circa 20-30 minuti. Poco sopra si trova Saturno, più debole e probabilmente osservabile meglio con un binocolo. Mercurio è teoricamente vicino, ma ormai troppo tenue per la maggior parte degli osservatori.
Dopo che i pianeti occidentali tramonterannono, lo sguardo va spostato verso Est-Sud/Est: qui Giove domina il cielo notturno ed è l’oggetto più appagante dell’intera parata. Con strumenti ottici, inoltre, è possibile tentare di individuare Urano vicino all’ammasso stellare delle Pleiadi, anche se la luce della Luna può rendere l’impresa più difficile.
Perché questo è l’ultimo weekend utile
La configurazione sta cambiando rapidamente. Mercurio si perde sempre più nella luce solare, Saturno tramonta ogni sera prima e la finestra osservativa di Nettuno è ormai chiusa. Già all’inizio di marzo il gruppo di pianeti non darà più l’impressione di una “parata”.
Giove continuerà comunque a brillare alto nel cielo serale, mentre Venere nelle prossime settimane salirà gradualmente e diventerà uno degli oggetti più luminosi del cielo estivo.
Parata sì, allineamento no
Nonostante il nome popolare, non si tratta di un vero allineamento planetario. I pianeti non formano una linea nello Spazio: orbitano tutti attorno al Sole su piani molto simili, lungo una fascia del cielo chiamata eclittica. Quando diversi pianeti si trovano dalla stessa parte del Sole rispetto alla Terra, possono apparire nello stesso periodo nel cielo dopo il tramonto. Da qui nasce l’impressione visiva di una fila, anche se in realtà restano separati da distanze immense, spesso milioni o miliardi di km.
È proprio questo gioco di prospettiva celeste, più che una rara coincidenza cosmica, a creare uno degli spettacoli più affascinanti per gli osservatori del cielo, e questo fine settimana rappresenta l’ultimo momento per coglierne le ultime tracce.


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