La tempesta Nils si è abbattuta con eccezionale violenza sul Sud della Francia nelle scorse ore, causando una vittima, lasciando centinaia di migliaia di utenze senza elettricità e una situazione di emergenza diffusa in diverse regioni del Paese. Il fenomeno, definito dal servizio meteo nazionale Météo-France come di “forza e ampiezza poco frequenti“, ha provocato venti impetuosi, piene fluviali e un elevato rischio di valanghe, determinando l’attivazione di numerosi livelli di allerta meteorologica.
Una vittima e danni diffusi
Il bilancio umano della tempesta conta, al momento, una vittima. Un autista di mezzi pesanti ha perso la vita nei pressi di Dax, nel dipartimento delle Landes, dopo essere stato colpito dalla caduta di un ramo d’albero, evento attribuito alla furia del vento. Parallelamente, la rete elettrica ha subito gravi disservizi: secondo Enedis, circa 850mila abitazioni sono rimaste senza energia elettrica nelle prime ore della mattinata. Le aree più colpite risultano essere la Nouvelle-Aquitaine, con circa 485mila utenze coinvolte, e l’Occitania, con oltre 318mila famiglie senza corrente.
Allerta rossa in quattro dipartimenti
Le autorità meteorologiche francesi hanno diramato l’allerta rossa in 4 dipartimenti per diversi rischi naturali. In Gironda e nel Lot-et-Garonne l’emergenza riguarda le piene fluviali, nell’Aude i venti violenti, mentre la Savoia è sotto massima allerta per il rischio di valanghe. L’allerta per vento nell’Aude e quella per valanghe in Savoia dovrebbero essere progressivamente revocate nel corso della giornata, ma resta elevata l’attenzione sul fronte idrogeologico. Complessivamente, circa 30 dipartimenti francesi sono stati posti in allerta arancione.
Raffiche eccezionali e rischio alluvioni
La tempesta ha registrato raffiche particolarmente intense, con punte di 162 km/h a Biscarrosse, 145 km/h a Pau, 136 km/h a Mont-de-Marsan, 125 km/h a Tolosa, 124 km/h a Bordeaux e 120 km/h ad Auch. Queste velocità del vento, unite alle forti precipitazioni, stanno aggravando il rischio di esondazioni.
L’ente di monitoraggio idrologico Vigicrues ha lanciato l’allarme per possibili straripamenti rilevanti della Garonna, nel tratto compreso tra Langon e Agen, con livelli che potrebbero superare quelli dell’alluvione del gennaio 2022 e risultare paragonabili a quelli registrati nel febbraio 2021.
Nella cittadina di La Réole, in Gironda, circa 30 residenti delle aree fluviali sono stati evacuati in via precauzionale, mentre una decina di persone è stata temporaneamente ospitata in un istituto scolastico. Il sindaco Bruno Marty ha sottolineato la situazione di “vigilanza assoluta“, temendo una ripetizione delle devastanti inondazioni del 2021, quando l’acqua raggiunse livelli prossimi ai dieci metri.
Emergenza destinata a proseguire
Secondo Météo-France, l’allerta rossa per rischio di piene sarà mantenuta almeno fino a domani in Gironda e nel Lot-et-Garonne, poiché i livelli dei fiumi sono destinati a crescere ulteriormente. L’agenzia meteorologica prevede inoltre che 27 dipartimenti rimarranno in allerta arancione nei prossimi giorni per fenomeni legati a piene, valanghe e mareggiate. Non si esclude, inoltre, un possibile innalzamento dell’allerta vento a livello rosso nei Pirenei Orientali.
Scuole chiuse e trasporti paralizzati
L’emergenza ha costretto alla chiusura preventiva di numerosi istituti scolastici nei Pirenei Orientali e nell’Aude. Sul fronte dei trasporti, la SNCF ha sospeso già dalla serata di mercoledì la circolazione di diversi treni, in particolare su numerose linee della Nouvelle-Aquitaine, con ripercussioni sulla mobilità regionale.
Le abbondanti precipitazioni delle ultime settimane hanno saturato i terreni, rendendo alberi e infrastrutture particolarmente vulnerabili alla forza del vento, aumentando così il rischio di cadute e danni strutturali.
Allarme valanghe nelle Alpi
La situazione appare critica anche sulle Alpi francesi. In Savoia è stata dichiarata l’allerta rossa per valanghe, mentre Hautes-Alpes, Isère e Haute-Savoie restano in allerta arancione. Sui rilievi montuosi sopra i 2.000 metri sono caduti tra i 20 e i 50 cm di neve fresca, creando un manto nevoso estremamente instabile. Esiste la concreta possibilità di valanghe di grandi dimensioni.
Evoluzione della tempesta
La depressione atmosferica che alimenta la tempesta Nils, accompagnata da precipitazioni persistenti dopo un inizio d’anno già particolarmente piovoso, è destinata a spostarsi verso il Golfo del Leone e successivamente verso la Corsica. Dovrebbe esaurirsi nel Sud/Ovest della Francia entro stamattina, estendersi alle regioni mediterranee entro la serata e concludere la sua corsa tra giovedì notte e venerdì in Corsica.
Gli esperti invitano la popolazione alla massima prudenza, sottolineando che la situazione rimane critica e comparabile, per intensità e danni potenziali, alla tempesta Goretti che all’inizio dell’anno aveva colpito il Nord/Ovest del Paese.





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