L’energia da fusione, una tecnologia emergente che i sostenitori sperano un giorno possa generare elettricità senza produrre scorie radioattive a lunga durata, ieri ha trovato un percorso verso la regolamentazione, con la pubblicazione di una bozza di regolamento da parte della Commissione per la Regolamentazione Nucleare degli Stati Uniti. Lo scorso dicembre, i leader del settore dell’energia da fusione hanno incontrato i funzionari del Dipartimento dell’energia USA per sollecitarli a finanziare miliardi di dollari per progetti volti a generare elettricità attraverso il processo che alimenta il sole. Pochi giorni dopo, l’azienda di social media del presidente Donald Trump ha annunciato l’ingresso nel settore attraverso una fusione da 6 miliardi di dollari con TAE Technologies, sostenuta da Google. Il quadro normativo proposto ieri riguarda diverse questioni, tra cui il possesso, l’uso e la produzione di materiali di scarto associati alla fusione, tra cui un radionuclide noto come trizio.
La NRC ha affermato che le macchine a fusione possono produrre trizio, neutroni e prodotti di attivazione neutronica “che devono essere adeguatamente contenuti per proteggere la salute e la sicurezza pubblica”. Nel 2023 la NRC ha votato per regolamentare la fusione con un quadro meno rigoroso rispetto alla tecnologia di fissione utilizzata nelle attuali centrali nucleari, che genera scorie nucleari radioattive prive di un luogo di stoccaggio permanente e ora conservate in centrali atomiche in tutto il Paese. La Fusion Industry Association ha affermato che la mossa di ieri della NRC rappresenta un passo avanti verso una regolamentazione chiara e che sta esaminando la bozza. I sostenitori della fusione vogliono generare energia per la rete elettrica entro il 2030, ma la tecnologia incontra degli ostacoli.
Le brevi reazioni di fusione che i fisici hanno ottenuto finora dovrebbero verificarsi in modo continuo e a lungo termine, per generare elettricità affidabile. Inoltre, le aziende che operano nel settore della fusione devono sviluppare materiali e impianti in grado di resistere a bombardamenti di neutroni continui a lungo termine. La NRC accetterà commenti sulla norma proposta fino al 27 maggio.


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