L’Islanda si prepara a un passaggio politico significativo: nei prossimi mesi il Paese terrà un referendum sull’apertura dei negoziati di adesione all’Unione Europea. L’annuncio è arrivato dal premier Kristrun Frostadottir durante una conferenza stampa a Varsavia, al termine di un incontro con il capo del governo polacco. La data esatta della consultazione non è ancora stata fissata, ma l’esecutivo islandese intende avviare presto il processo che potrebbe riaprire il dibattito sull’integrazione europea del Paese. Secondo Frostadottir, la questione non riguarda soltanto un possibile ingresso nell’UE, ma soprattutto l’apertura di un’opportunità per rafforzare i legami con l’Europa mantenendo allo stesso tempo le specificità nazionali.
Il premier ha sottolineato che Reykjavik considera fondamentale il riconoscimento della propria identità artica, del suo stile di vita e del modo in cui il Paese gestisce le risorse naturali. Un eventuale percorso di adesione, dunque, dovrebbe conciliare integrazione e tutela delle caratteristiche che distinguono l’Islanda nel contesto europeo.
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha espresso un sostegno esplicito all’ipotesi di ingresso islandese nel blocco comunitario. Tusk ha ricordato l’esperienza della Polonia come esempio positivo di integrazione europea e ha affermato che sarebbe più che felice di vedere l’Islanda entrare nell’Unione. Allo stesso tempo ha evidenziato l’importanza che l’UE dimostri rispetto per tutti i Paesi membri, trattando allo stesso modo Stati grandi e piccoli e mostrando flessibilità quando necessario.
Nel suo intervento, Tusk ha richiamato anche la vicenda dell’uscita del Regno Unito dall’UE, sottolineando come, a 10 anni dal referendum sulla Brexit, l’opinione pubblica britannica sembri guardare con maggiore favore all’integrazione europea. Secondo i sondaggi citati dal premier polacco, oggi circa il 65% dei cittadini britannici voterebbe per rientrare nell’Unione e oltre l’80% dei giovani sarebbe favorevole a un’eventuale adesione.
Frostadottir ha risposto con cautela diplomatica, ribadendo che la decisione finale spetterà ai cittadini islandesi. Il governo, ha spiegato, ascolterà la volontà della popolazione quando arriverà il momento del voto.


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