L’oleodotto Druzhba esportava parte del petrolio ucraino, oltre a volumi molto più elevati di greggio russo, prima di essere danneggiato, un mese fa, da un attacco russo che ha portato all’interruzione delle forniture. È quanto affermano tre fonti del settore. Le spedizioni di petrolio verso Ungheria e Slovacchia attraverso l’oleodotto gestito principalmente dalla Russia sono state sospese dal 27 gennaio scorso, a seguito di quello che Kiev definisce un attacco russo agli impianti di pompaggio nell’Ucraina occidentale, provocando una controversia all’interno dell’Unione Europea e i tentativi dell’Ungheria di bloccare nuove sanzioni contro la Russia. La sospensione priva l’Ucraina di una fonte di entrate dalle esportazioni e dei finanziamenti di cui ha bisogno per contenere il suo deficit di bilancio e, secondo fonti del settore, se dovesse protrarsi, potrebbe costringere Kiev a interrompere la produzione di petrolio.
Il Ministero dell’Energia ucraino non ha commentato. Dall’invasione russa di quattro anni fa, l’Ucraina ha secretato tutte le informazioni sulla lavorazione e le esportazioni di petrolio.



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