Per anni, il problema del Marocco è stato la siccità. Questo mese, il problema è l’abbondanza di pioggia. Le autorità marocchine stanno portando avanti evacuazioni preventive nel nord del Paese a causa delle gravi inondazioni provocate dalle intense piogge e dalle forti raffiche di vento, con particolare attenzione alla provincia di Larache. Secondo le autorità, negli ultimi giorni sono state evacuate più di 51mila persone, in gran parte nella città di Ksar el Kebir, una località di oltre 120mila abitanti situata nella pianura atlantica, la più colpita dall’emergenza. Nella zona resta dispiegato l’Esercito, operativo da giovedì 29 gennaio a sostegno della popolazione colpita.
Il rischio di nuove inondazioni persiste a causa della piena del fiume Loukkos e dell’invaso di Oued El Makhazine, uno dei principali del Paese, che secondo i media pubblici ha superato il 140% della propria capacità di riempimento, oltrepassando i 940 milioni di metri cubi, un livello mai raggiunto dalla sua entrata in funzione nel 1979.
Il sindaco di Ksar el Kebir, Mohamed Simou, ha invitato la popolazione rimasta in città a mettersi in contatto con le autorità e ad abbandonare l’area, mentre la municipalità ha avvertito che le strade di accesso saranno “prossimamente” chiuse. Le autorità locali di Larache hanno inoltre proceduto a trasferire gli evacuati ospitati nei centri di accoglienza della città verso zone considerate più sicure. Fonti locali citate dall’agenzia spagnola Efe hanno spiegato che, vista la gravità della situazione, non si esclude l’evacuazione totale dei residenti.
Le autorità hanno chiuso in via eccezionale le scuole fino al prossimo 7 febbraio, misura estesa anche ad altre province, tra cui Kenitra, Taza, Tangeri, Trtouan e Al Hoceima, a causa di un’allerta per piogge intense che potrebbero raggiungere i 150 millimetri e per forti raffiche di vento.
Il maltempo ha colpito anche i collegamenti marittimi tra Tarifa e Tangeri, sospesi nel tratto dello stretto di Gibilterra.
Due donne e una bambina morte nella provincia di Larache
Due donne e una bambina sono morte questa mattina nella municipalità di Beni Arous, nella provincia settentrionale di Larache, a seguito del crollo di un’abitazione provocato da una frana. Fonti locali, citate dai media nazionali, riferiscono che l’incidente segue una serie di cedimenti registrati negli ultimi giorni, attribuiti alle forti piogge. Le vittime sono una donna sulla ventina, la figlia e la cognata, mentre il marito e la madre della donna sono sopravvissuti con ferite e sono stati tratti in salvo dai residenti tra le macerie. Il crollo ha trascinato la casa a valle, seppellendo le vittime. I loro corpi sono stati successivamente recuperati in un fossato che conduce a un corso d’acqua vicino. Altre abitazioni dell’isolato montano hanno registrato movimenti del terreno, con danni limitati al crollo di un muro e alla morte di alcuni animali.
Movimenti simili del suolo sono stati rilevati di recente in altre zone del Marocco, in particolare a Tzroute e Moulay Abdessalam, suscitando preoccupazione per il livello di piogge intense che interessa le province settentrionali del Paese.
Siccità superata grazie alle piogge
Dopo sette anni consecutivi di siccità, che avevano compromesso l’agricoltura e l’approvvigionamento idrico in diverse regioni del Marocco, le piogge delle ultime settimane hanno portato il tasso di riempimento complessivo degli invasi al 60,8%. Il Ministro dell’Agricoltura, Ahmed el Bouari, ha indicato che gli invasi destinati al settore agricolo contengono attualmente 8,22 miliardi di metri cubi d’acqua, con un livello di riempimento del 58%, contro il 25% dello scorso anno.
Il Ministro dell’Equipaggiamento e dell’acqua, Nizar Baraka, aveva annunciato il 12 gennaio che il Paese aveva superato sette anni consecutivi di siccità. La carenza idrica aveva ridotto del 38% la consistenza del patrimonio nazionale di bestiame e, per la prima volta, lo scorso giugno era stato sospeso il tradizionale sacrificio del montone durante la festività dell’Aid al Adha.
Secondo le ultime previsioni di Bank Al-Maghrib, la ripresa delle precipitazioni dovrebbe favorire le colture nella prossima stagione, contribuendo a una crescita del Pil del 4,5% nel 2026, anche grazie a una produzione cerealicola stimata in cinque milioni di tonnellate.




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