Il cervello delle persone tra gli 85 e i 99 anni che mantengono memoria e capacità cognitive simili a quelle di individui molto più giovani sembra portare una vera e propria “firma della resilienza“. Secondo uno studio pubblicato su Nature e guidato dalla Università dell’Illinois a Chicago, questi grandi anziani producono fino al doppio di nuovi neuroni rispetto ad altri coetanei in buona salute. La ricerca, coordinata da Orly Lazarov e Jalees Rehman, ha analizzato campioni di tessuto cerebrale provenienti da diversi individui, concentrandosi sull’ippocampo, l’area del cervello legata alla memoria. Da tempo gli scienziati sospettano che nuovi neuroni possano formarsi per tutta la vita, ma lo studio mostra che il ritmo di questa neurogenesi varia molto da persona a persona.
Nei soggetti con i primi segnali di declino cognitivo la produzione di nuovi neuroni è minima, mentre nei pazienti con demenza avanzata è quasi assente. Al contrario, nei cosiddetti “grandi anziani” il processo rimane sorprendentemente attivo.
“Il cervello che invecchia non è necessariamente destinato al declino“, spiega Ahmed Disouky, primo autore dello studio. Comprendere come alcune persone riescano a mantenere questa capacità potrebbe aprire la strada a nuove strategie per preservare memoria e salute cognitiva durante l’invecchiamento.


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