Overtourism ai piedi del Monte Fuji: annullato il festival dei ciliegi a Fujiyoshida

Traffico, rifiuti e proteste dei residenti costringono le autorità giapponesi a fermare l’evento simbolo della primavera

Le autorità giapponesi della città di Fujiyoshida, situata nei pressi del Monte Fuji, hanno deciso di annullare il tradizionale festival dei fiori di ciliegio per il 2026, ritenendo ormai ingestibile l’afflusso di turisti per la popolazione locale. La decisione arriva dopo un anno segnato da gravi disagi causati dal sovraffollamento, che ha messo sotto pressione infrastrutture, ambiente e qualità della vita dei residenti. Nel 2025 la città ha registrato una congestione cronica del traffico e un notevole accumulo di rifiuti. A questi problemi si sono aggiunti episodi di comportamento scorretto da parte di alcuni visitatori, accusati dai residenti di entrare abusivamente nelle proprietà private e, in casi estremi, persino di utilizzare giardini privati come servizi igienici.

Fujiyoshida rappresenta una delle mete più amate durante la primavera, quando i celebri ciliegi giapponesi raggiungono la piena fioritura offrendo scenari suggestivi con il Monte Fuji sullo sfondo. Tuttavia, secondo il sindaco Shigeru Horiuchi, questa crescente popolarità sta minacciando la tranquillità della comunità locale.

Il festival era stato istituito nell’aprile 2016, quando le autorità avevano aperto al pubblico il parco Arakurayama Sengen durante la stagione dei sakura. Il parco, celebre per la sua pagoda e per i numerosi punti panoramici considerati perfetti per le fotografie e i social, ha visto crescere rapidamente la propria notorietà. Nel giro di pochi anni, il numero di visitatori è aumentato drasticamente, superando la capacità ricettiva della città e causando un sovraffollamento con pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana dei residenti.

Secondo una dichiarazione ufficiale delle autorità locali, durante il periodo di massima fioritura Fujiyoshida arriva ad accogliere fino a 10mila visitatori al giorno. Nonostante l’annullamento dell’evento, la città si sta comunque preparando a gestire un flusso turistico consistente nei mesi di aprile e maggio 2026.

La stagione dei ciliegi in fiore, conosciuta come hanami – letteralmente “ammirare i fiori” – rappresenta uno dei momenti più importanti per il turismo in Giappone, attirando ogni anno milioni di visitatori nei parchi, nei templi e nei principali luoghi panoramici del Paese. Negli ultimi anni il settore turistico giapponese ha conosciuto una forte crescita, favorita dall’influenza dei social media e da tassi di cambio vantaggiosi, con destinazioni iconiche come il Monte Fuji e Kyoto tra le più visitate. Tuttavia, l’aumento dei flussi turistici ha portato alla diffusione del fenomeno dell’overtourism in diverse aree del Paese.

Non si tratta della prima misura adottata dalle autorità giapponesi per limitare gli effetti negativi del turismo di massa. Nel 2024, ad esempio, le autorità di Fujikawaguchiko avevano installato una grande barriera nera per bloccare uno dei punti fotografici più celebri della zona, nel tentativo di scoraggiare i turisti maleducati.

Il problema del sovraffollamento turistico non riguarda solo il Giappone. Anche altri Paesi stanno introducendo misure restrittive per contenere l’impatto del turismo. In Italia, dal 2 febbraio, è stata introdotta una tariffa di 2 euro per accedere all’area panoramica della Fontana di Trevi a Roma, mentre a Venezia i visitatori dovranno pagare un contributo di 5 euro, che sale a 10 euro per le prenotazioni effettuate all’ultimo minuto, per accedere alla città in determinati giorni tra aprile e luglio.