Quest’anno la Pasqua cattolica e protestante cadrà domenica 5 aprile, mentre la Pasqua ortodossa verrà celebrata una settimana dopo, il 12 aprile. Una differenza che incuriosisce ogni anno milioni di fedeli e che, contrariamente a quanto si pensa, non dipende da una ricorrenza storica fissa. La vera protagonista è la Luna. Dietro la data della Pasqua si nasconde infatti un sistema di calcolo stabilito quasi 1700 anni fa che unisce religione e astronomia, rendendo questa festività una delle più variabili del calendario.
Il ruolo decisivo del “plenilunio pasquale”
La regola che stabilisce la data della Pasqua risale al Concilio di Nicea del 325 d.C. e segue un principio preciso: la Pasqua cade la prima domenica successiva al plenilunio che segue il 21 marzo, data fissata dalla Chiesa come riferimento per l’equinozio di primavera.
Nel 2026 l’equinozio astronomico avverrà il 20 marzo, mentre il primo plenilunio successivo si verificherà il 2 aprile. Poiché la Pasqua deve essere celebrata la domenica dopo questo evento, la festività cadrà appunto il 5 aprile. Il calendario gregoriano permette alla Pasqua di oscillare tra il 22 marzo e il 25 aprile. Anche se può sembrare una data tardiva, quella del 2026 si colloca in realtà vicino alla media statistica.
Perché la Pasqua ortodossa arriva più tardi
La Chiesa ortodossa utilizza un sistema simile ma con alcune differenze fondamentali. Il calcolo segue ancora la regola del plenilunio pasquale, ma considera anche il legame con la Pasqua ebraica (Pesach). Inoltre, si basa sul calendario giuliano, che oggi presenta uno scarto di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano. Questi elementi fanno sì che la Pasqua ortodossa cada spesso più tardi, generalmente tra il 4 aprile e l’8 maggio. Nel 2026 la celebrazione ortodossa sarà il 12 aprile, una settimana dopo quella occidentale.
La coincidenza tra le due date è relativamente rara. La prossima Pasqua celebrata nello stesso giorno da entrambe le tradizioni sarà il 16 aprile 2028.
La vera protagonista: l’orbita della Luna
Alla base della variabilità della Pasqua c’è il movimento lunare. La Luna compie un ciclo completo attorno alla Terra in circa 29,5 giorni, periodo noto come lunazione. Dodici cicli lunari formano un anno lunare di circa 354 giorni, ovvero 10-11 giorni più corto rispetto all’anno solare.
Questo scarto provoca uno slittamento continuo delle fasi lunari rispetto al calendario solare. Quando il plenilunio cade poco prima del 21 marzo, la Pasqua viene rimandata di un intero ciclo lunare, cioè quasi un mese, producendo una delle date più tardive possibili.
Un perfetto incontro tra fede e astronomia
La determinazione della data della Pasqua rappresenta uno degli esempi più affascinanti di interazione tra osservazione scientifica e tradizione religiosa. Equinozi, cicli lunari e calendari storici continuano ancora oggi a influenzare una delle festività più importanti del mondo cristiano. Non è una semplice scelta liturgica a stabilire la data della Pasqua, ma l’antico e preciso “orologio cosmico” che da secoli regola il rapporto tra Terra, Sole e Luna.


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