Eletta una delle destinazioni più amate per il 2026, la Sardegna vive oggi la sua stagione d’oro. Ma oltre il turchese della Costa Smeralda e il quarzo del Sinis, batte il cuore di un’isola che quest’anno ritrova se stessa nel ricordo di Grazia Deledda, come ricordato dalle parole del Presidente Mattarella. Cento anni dopo quel Nobel storico, la vera ricchezza della Sardegna si scopre non nel suo mare ma nell’anima profonda dei suoi borghi e dei suoi centenari.
Geografia della Sardegna: un micro-continente nel cuore del Mediterraneo
Con i suoi oltre 24.000 chilometri quadrati di estensione, la Sardegna è la seconda isola più estesa del Mediterraneo dopo la Sicilia e prima di Cipro. Per le sue straordinarie caratteristiche geologiche, la varietà degli ecosistemi nonché le profonde radici storiche e culturali, l’isola è spesso definita un “micro-continente”. A differenza di molti altri territori del bacino Mediterraneo, come l’Italia, la Grecia e il Nord Africa, la Sardegna è considerata una delle zone più stabili dal punto di vista sismico poiché poggia su un basamento granitico risalente a oltre 600 milioni di anni fa. Il territorio sardo è prevalentemente collinare con poche eccezioni montuose, tra queste c’è il massiccio del Gennargentu, il principale dell’isola, con il punto più alto su Punta La Marmora, a 1.834 metri sopra il livello del mare. Uno dei suoi vanti è, indiscutibilmente, il litorale: circa 1.850 chilometri in cui si alternano scogliere calcaree a picco sul mare, come l’imponente promontorio calcareo di Capo Caccia, a Nord-Ovest di Alghero, e lunghe spiagge sabbiose, come la Spiaggia del Principe (o Poltu di li Cogghj) in Costa Smeralda, così soprannominata dopo che il principe arabo Karim Aga Khan IV la indicò come la sua preferita durante lo sviluppo turistico della zona, o Cala Goloritzé, nel Golfo di Orosei, nel 2025 eletta spiaggia più bella del mondo dal portale The World’s 50 Best Beaches. L’isola principale è poi circondata da numerosi gruppi di isole. A Nord-Est, al largo della Gallura, si trova l’Arcipelago della Maddalena, interamente protetto da un Parco Nazionale: è composto da circa 60 isole e isolotti, tra cui le “7 sorelle”, La Maddalena (l’unica abitata) a cui è collegata da un ponte Caprera (nota storicamente per essere stata l’ultima dimora di Giuseppe Garibaldi), Spargi, Budelli, Santa Maria, Razzoli e Santo Stefano. A Sud-Ovest si trova invece l’Arcipelago del Sulcis (o Sulcitano), formato da isole di origine vulcanica tra cui le maggiori Sant’Antioco, collegata alla terraferma da un istmo artificiale, e San Pietro, oltre a isolotti minori come la Vacca, il Toro e l’Isola di Piana. Oltre ai due principali arcipelaghi, fanno parte del territorio sardo anche altre formazioni insulari conosciute in tutto il mondo come l’Asinara a Nord-Ovest, ex colonia penale oggi Parco Nazionale il cui simbolo è l’asino albino unico al mondo che l’isola ospita, Tavolara e Molara a Nord-Est, l’Isola di Mal di Ventre a Ovest, l’Isola di San Macario a Sud e l’Isola dei Cavoli a Sud-Est. L’idrografia della Sardegna è caratterizzata per lo più da fiumi di natura torrenziale e laghi artificiali: il fiume più lungo dell’isola, 152 chilometri, è il Tirso che nasce sull’altopiano di Buddusò e sfocia nel Golfo di Oristano, formando nel percorso il Lago Omodeo, uno dei più grandi bacini artificiali d’Europa. Dal massiccio del Gennargentu nasce il Flumendosa, lungo 127 chilometri ma spesso primo fiume dell’isola per portata media, che sfocia presso Villaputzu nel Mar Tirreno. Nella Sardegna settentrionale il fiume principale, terzo della regione, è il Coghinas, lungo 116 chilometri: nasce dai monti di Alà e sfocia nel Golfo dell’Asinara. L’unico fiume navigabile, sebbene per soli 6 chilometri dalla foce a Bosa, è il Temo, lungo 55 chilometri. Per la sua posizione nel cuore del Mediterraneo, la Sardegna vanta un clima temperato ma fortemente influenzato dal Maestrale che soffia da Nord-Ovest.
La storia millenaria: dai giganti di pietra ai quattro regni dei Giudicati
La Sardegna vanta una storia millenaria caratterizzata da una forte identità indigena unita, a causa delle numerose dominazioni per la sua posizione strategica, a numerose influenze esterne. Una parte della sua storia è raccontata dalla sua bandiera, la cosiddetta Bandiera dei 4 Mori, emblema che rappresenta la vittoria di re Pietro I d’Aragona nella battaglia di Alcoraz del 1096 contro i regnanti mori, le cui teste coronate rimasero sul campo. Dopo la Civiltà Nuragica, tra il XVIII e il II secolo a.C., periodo iconico caratterizzato dalla costruzione di oltre 7.000 nuraghi (imponenti costruzioni megalitiche in pietra uniche al mondo tipiche delle civiltà sarde dell’età del bronzo che venivano utilizzate come case-fortezze, luoghi di culto o simboli di potere) nonché dei monumenti funerari collettivi oggi conosciuti come le Tombe dei Giganti e dei pozzi sacri, e prima di diventare una provincia romana nel 238 a.C., l’isola è stata uno snodo commerciale strategico per Fenici e Cartaginesi. Alla caduta dell’Impero Romano nel 476 d.C. la Sardegna è stata prima dominata dai Vandali e nel 533 d.C. conquistata dall’Impero Romano d’Oriente. Durante il Medioevo, dopo la fine della parentesi bizantina nel 900 d.C. circa, l’isola si organizzò in quattro regni indipendenti, Cagliari, Arborea, Torres e Gallura, i cosiddetti Giudicati, una forma di autogoverno quasi unica nell’Europa medievale. Il sistema dei Giudicati, attivo tra il IX e il XV secolo, entrò in crisi per le pressioni delle repubbliche marinare di Pisa e Genova e cadde definitivamente quando la Corona d’Aragona invase l’isola dando vita al Regno di Sardegna sotto il dominio spagnolo, iniziato formalmente nel 1479. Con la Guerra di Successione Spagnola la Sardegna passò prima, tra il 1713 e il 1714, agli Asburgo d’Austria e, nel 1729, ai Savoia: nacque così il nucleo fondante che nel 1861 portò all’Unità d’Italia. Nel 1948, anno in cui l’Italia divenne una Repubblica, la Sardegna divenne una delle 19 (poi 20) Regioni d’Italia, da subito individuata come Regione a Statuto Speciale. Il capoluogo della regione è Cagliari, a Sud, a cui si aggiungono la Provincia del Sud Sardegna, Sassari, Nuoro e Oristano. A Cagliari e Sassari si concentra oltre il 56% della popolazione, che ammonta a circa 1.569.832 persone alla fine del 2023: dal punto demografico la regione, una delle meno densamente abitate d’Italia, ha registrato negli ultimi anni un significativo calo nel numero degli abitanti e un importante invecchiamento. La Sardegna, infatti, è conosciuta anche come l’isola dei centenari. In particolare la regione dell’Ogliastra è una delle cinque Blue Zone del mondo, ovvero aree con una concentrazione di centenari sensibilmente superiore alla media globale, e nel 2022 Perdasdefogu è stato certificato come il paese con la più alta concentrazione di centenari al mondo, 8 su 1.740 abitanti.
Turismo Sardegna 2026: le icone del mare e i segreti dell’entroterra
Se da un lato la Sardegna degli abitanti sembra essere in crisi, dall’altro la Sardegna del turismo conosce una delle sue più splendenti stagioni. Da decenni ormai tra le destinazioni più ambite del Mediterraneo, infatti, nel 2026 l’isola è stata eletta da Lonely Planet come l’unica regione europea “Best in Travel 2026”. Solo nel 2025 sono stati registrati oltre 20 milioni di visitatori, chi attirato dai suoi litorali, chi dal suo entroterra selvaggio, chi dai siti archeologici millenari, mentre si espandono le possibilità per un turismo esperienziale e sostenibile che valorizza i cammini e l’enogastronomia locale. Da La Maddalena alla penisola del Sinis, la Sardegna vanta alcune delle icone del mare più conosciute al mondo, note per l’acqua cristallina e l’incredibile varietà. Nel principale arcipelago sardo una delle spiagge più famose è la Spiaggia Rosa di Budelli, nella Cala di Roto, famosa per il colore corallino della sabbia dovuta a frammenti di conchiglie, coralli e, in particolare, microorganismi come la Miniacina miniacea. Dal 1998 la spiaggia è una delle più tutelate del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e può essere ammirata solo in barca dalla cosiddetta zona di rispetto: sono infatti vietati lo sbarco, il camminamento, l’ancoraggio e la balneazione. Ancora nel Nord-Est dell’isola, nella Gallura, si trovano la famosa Costa Smeralda di Porto Cervo e Porto Rotondo, fulcro della vita mondana d’élite, l’iconico borgo di pescatori di Stintino con la spiaggia de La Pelosa, e altre spiagge rinomate come Rena Bianca a Santa Teresa di Gallura, la Spiaggia del Principe ad Arzachena, Cala Spinosa a Capo Testa, Liscia Ruja e Capriccioli. Sul versante orientale della Sardegna si trova il Golfo di Orosei, caratterizzato da falesie a picco sul mare e spettacolari calette come Cala Mariolu e Cala Goloritzé, raggiungibili via mare o dopo percorsi di trekking. Sul versante occidentale, protetta dall’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, c’è la Penisola del Sinis le cui spiagge sono composte da piccoli granelli di quarzo bianco e rosa: la più nota “spiaggia dei chicchi di riso” è Is Arutas, oltre alla lunga distesa di quarzo di Mari Ermi, la spiaggia dorata di San Giovanni di Sinis e l’altra perla di quarzo di Maimoni. A Sud, infine, all’estremità meridionale del litorale di Porto Pino, sono note le dune di Porto Pino, note anche come Is Arenas Biancas, imponenti colline di sabbia bianchissima che raggiungono i 30 metri d’altezza, e le calette di Villasimius, la punta di diamante del Sud-Est sardo, protetta dall’Area Marina Protetta Capo Carbonara. Non c’è solo il mare in Sardegna: oggi la sua storia millenaria si legge nei borghi storici e nelle tradizioni autentiche ancora vive. Alcune delle destinazioni più visitate sono la città di Alghero, rinomata per la sua cultura catalana e il corallo rosso, ma anche le case multicolori del borgo fluviale di Bosa, il borgo di Castelsardo, arroccato su un promontorio sul Golfo dell’Asinara, celebre per l’artigianato dell’intreccio, e Orgosolo, noto per i murales che raccontano la vita politica e sociale dell’isola. Nell’entroterra, in particolare nella regione della Marmilla, si trova il Su Nuraxi di Barumini, il complesso nuragico più importante e meglio conservato della Sardegna, dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Il sito comprende un nuraghe complesso con una torre centrale alta quasi 19 metri, circondata da altre quattro torri raccordate da un bastione, intorno si estende un labirinto di circa 50 capanne circolari a testimonianza dell’evoluzione sociale del sito fino al periodo romano. Del complesso fa parte anche Casa Zapata, una residenza nobiliare aragonese al cui interno si trova il nuraghe Nuraxi ‘e Cresia. Vicino Nuoro, nel Supramonte tra Orgosolo e Urzulei, si trova la Gola di Gorropu, il canyon più profondo d’Italia nonché uno dei più spettacolari d’Europa, con pareti che superano i 500 metri d’altezza. Un altro primato sardo è quello delle dune più alte d’Europa, in particolare le dune di Piscinas, sulla Costa Verde, che raggiungono i 100 metri d’altezza. Qui, precisamente a Luras, si trova l’albero più antico d’Italia, un olivastro millenario che secondo le stime accademiche avrebbe oltre 4.000 anni. Nel nuorese, poi, viene prodotta la Su Filindeu, “i fili di Dio”, la pasta più rara al mondo: pochissime donne conoscono la tecnica manuale estremamente complessa per realizzare questa sottilissima trama intrecciata di pasta.
Centenario Grazia Deledda: Nuoro celebra l’unica donna Nobel italiana
Per la Sardegna il 2026 è un anno speciale: ricorre, infatti, il centenario del Premio Nobel per la Letteratura assegnato a Grazia Deledda, autrice di oltre 30 romanzi, tra cui il suo capolavoro Canne al vento, Elias Portolu e Cenere, e quasi 400 novelle, ancora oggi unica donna italiana ad aver ricevuto tale onorificenza. L’attenzione è tutta sulla città di Nuoro, l’“Atene Sarda” come la definì Gabriele d’Annunzio, cuore pulsante della cultura e delle tradizioni dell’isola sarda, che diede i natali alla scrittrice il 27 settembre del 1871. Qui si trova il Museo Deleddiano nel rione San Pietro dello storico quartiere di Santu Predu: in passato casa natale di Grazia Deledda, oggi conserva i suoi manoscritti e i suoi oggetti personali. Nella Chiesa della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene, sono invece conservate dal 1959 le sue spoglie. Le celebrazioni ufficiali per il centenario del Premio Nobel a Grazia Deledda si sono aperte ufficialmente lo scorso 14 febbraio con la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nuoro, prima al Teatro Eliseo e poi al Museo Deleddiano, a cui seguirà un ricco programma di eventi organizzato dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico con il nome “Cent’anni dal Nobel” che include 12 mesi di mostre, eventi e convegni tra Nuoro, Stoccolma e New York: l’obiettivo è valorizzare l’eredità della scrittrice a 100 anni di distanza dal più prestigioso premio internazionale. Il prossimo 5 marzo, inoltre, a Karlsruhe si terrà la tredicesima edizione della maratona di lettura VDIG, interamente dedicata all’autrice di Canne al vento. Nel suo intervento a Nuoro, il Capo dello Stato ha dichiarato:
“È un momento importante nella vita del mondo, non sempre chiaro, non sempre ordinato, ma il contributo che le nostre regioni, segnatamente questa regione, forniscono alla vita nazionale è un contributo indispensabile per affrontare tutti i problemi e le emergenze che si presentano”.
La Sardegna dMattael 2026 è un mosaico di contrasti: le spiagge più belle del mondo e i borghi che lottano contro lo spopolamento, le sue unicità e rarità che si aprono allo scenario internazionale. Celebrare oggi Grazia Deledda significa riconoscere che, come le sue “canne al vento”, l’isola sa piegarsi alle sfide del tempo senza mai spezzarsi, custode di un’identità che rimane il suo tesoro più prezioso.






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