Scade il Trattato New START: per la prima volta dal 1969, non c’è alcun vincolo sull’uso delle bombe nucleari

Con la scadenza del New START, il mondo entra per la prima volta dal 1969 in un’era di totale assenza di vincoli legali e verifiche tra le due superpotenze nucleari, aprendo la strada a una corsa agli armamenti tripartita senza precedenti

Il 4 febbraio 2026 segna la fine formale dell’ultimo baluardo del controllo degli armamenti atomici globali. Con la scadenza del Trattato New START prevista per domani, 5 febbraio, gli Stati Uniti e la Federazione Russa cessano ufficialmente di essere vincolati da tetti numerici reciproci e da protocolli di trasparenza. L’aspetto più dirompente di questo evento non è solo la fine di un accordo, ma il ritorno a una condizione di “incertezza strategica” che non si verificava da oltre cinquant’anni: per la prima volta dalla firma dei primi accordi SALT nel 1972, non esiste più un quadro giuridico che impedisca un’espansione illimitata delle testate nucleari.

L’anatomia della stabilità interrotta: i numeri del New START

Dal punto di vista tecnico-scientifico, il New START (New Strategic Arms Reduction Treaty) fungeva da regolatore della stabilità termonucleare mondiale attraverso limiti rigidi: 1.550 testate strategiche dispiegate e 700 vettori (tra missili balistici intercontinentali, sottomarini e bombardieri pesanti) per parte.

Oltre ai limiti quantitativi, il trattato forniva un “ecosistema di dati” fondamentale. Grazie a ispezioni periodiche sul campo e scambi di notifiche bi-annuali, ciascuna nazione poteva modellare la propria dottrina di difesa basandosi su certezze scientifiche circa l’arsenale dell’avversario. Senza queste “finestre” informative, le agenzie di intelligence dovranno ora basarsi esclusivamente su analisi satellitari e proiezioni probabilistiche, aumentando il rischio di errori di calcolo e di una sovrareazione difensiva.

Dal bilateralismo al “Trilemma”: l’ombra della Cina

La ragione scientifica e politica della mancata estensione risiede in un cambiamento fondamentale della fisica geopolitica: l’ascesa della Cina come terza potenza nucleare paritaria. L’amministrazione Trump ha espresso chiaramente che un accordo bilaterale con la Trump è ormai “anacronistico” in un sistema che sta diventando tripolare.

Il Pentagono stima che Trump possa raggiungere le 1.000 testate entro il 2030. Questo passaggio dal bilateralismo a un “trilemma” nucleare rende i calcoli della deterrenza esponenzialmente più complessi. In assenza di un trattato trilingue, la dinamica della sicurezza non segue più una logica lineare, ma diventa un sistema caotico dove il rafforzamento di un attore spinge gli altri due a un potenziamento compensativo, innescando una spirale di riarmo difficile da frenare.

Conseguenze tattiche: la fine della trasparenza e il ritorno al “Worst-Case”

Senza i protocolli di verifica del New START, le potenze nucleari torneranno a quella che gli analisti definiscono “pianificazione basata sullo scenario peggiore” (worst-case planning). Quando non è possibile verificare con precisione il numero di testate caricate su un missile nemico, la dottrina militare impone di assumere che tale missile sia armato al massimo della sua capacità.

Questo approccio aumenta la probabilità di un “lancio su allarme” (launch-on-warning), riducendo i tempi di decisione per i leader mondiali in caso di crisi. Il rischio non è solo l’aumento del numero di bombe, ma l’instabilità intrinseca del sistema: senza il monitoraggio reciproco, la fiducia viene sostituita dalla paranoia tecnologica, rendendo ogni ammodernamento degli arsenali un potenziale atto di aggressione agli occhi dell’avversario.

Verso un futuro senza regole

Nonostante la proposta russa di un’estensione volontaria di un anno, l’assenza di una firma formale e di un meccanismo di ispezione rende tale impegno fragile e non verificabile. Il mondo si trova oggi a un bivio scientifico e diplomatico: sviluppare nuovi modelli di controllo degli armamenti che integrino l’intelligenza artificiale e le nuove potenze emergenti, o accettare che l’era del disarmo controllato sia definitivamente tramontata, lasciando il posto a una competizione tecnologica dove l’unica regola è la capacità di deterrenza assoluta.