Sicurezza nucleare, l’ISIN in audizione alla Camera: “competenze strategiche da valorizzare per il Paese”

Il punto dell’Autorità di sicurezza nucleare sul quadro normativo, le funzioni di vigilanza e le prospettive future del sistema nazionale

Il Direttore ISIN, Francesco Campanella, è intervenuto oggi, in audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, nell’ambito delle audizioni relative all’esame da parte del Parlamento del disegno di legge “Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile”. L’ISIN svolge e afferma convintamente il proprio ruolo di Autorità regolatoria indipendente, che opera in piena autonomia in ossequio a quanto stabilito dal D.Lgs.n. 45/2014. L’Autorità agisce e vigila attualmente all’interno di un panorama complesso che include:

  • 17 impianti nucleari nazionali in fase di decommissioning;
  • Circa 33.500 metri cubi di rifiuti radioattivi, monitorati tramite il sistema STRIMS;
  • 101 grandi installazioni che utilizzano sorgenti di radiazioni ionizzanti per scopi medici, industriali o di ricerca;
  • Circa 200.000 trasporti annui di materiale radioattivo;
  • Reti di pronto allarme per il monitoraggio della radioattività ambientale;
  • Centro nazionale per la gestione delle emergenze nucleari e radiologiche.

“Prescindendo dalle scelte che il Parlamento ed il Governo intenderanno effettuare in tema di energia nucleare, le competenze di ISIN – in quanto Autorità di sicurezza nucleare – dovranno essere valorizzate, in quanto importanti e strategiche per il Paese. L’Ispettorato assicura infatti imprescindibili funzioni di monitoraggio, autorizzative, di controllo e vigilanza, di emanazione di guide tecniche, di valutazione tecnica, di rappresentanza dello Stato italiano a livello internazionale nelle materie e attività di competenza, di informazione e comunicazione alla cittadinanza sulla sicurezza nucleare e sulla radioprotezione.

Qualora però si scegliesse di ripartire con un rinnovato programma nucleare nazionale, dovrebbe essere modificato il mandato istituzionale di ISIN, e si renderebbe evidentemente necessario un sostanziale rafforzamento numerico della pianta organica, che andrebbe triplicata rispetto agli attuali 90 addetti, portandolo a 270-300 unità.

Ove invece si mantenesse il quadro normativo attuale, in ogni caso l’ISIN, per far fronte con efficacia agli impegni derivanti dal suo attuale mandato, avrebbe comunque bisogno di un incremento delle risorse di circa 50 unità. In entrambi i casi, appare opportuno segnalare l’esigenza di un mutamento di inquadramento dei dipendenti, oggi inquadrati come personale di un ente pubblico di ricerca e non come personale di una Authority, con una discriminazione economica che, evidentemente, compromette anche l’attrattività dell’Ente sul mercato del lavoro. Un’autorità dotata di risorse adeguate e attrattività economica potrà continuare a dimostrarsi autorevole e credibile, così da trattenere i suoi talenti migliori acquisendone altri, e garantire al Paese l’adozione dei più elevati standard internazionalmente riconosciuti in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione”, si legge in una nota.

“Solo un’autorità indipendente ma non isolata, capace – come Isin sta dimostrando sistematicamente da quasi due anni – di lavorare in rete con il sistema delle autorità competenti nazionali, di stabilire partnership strategiche con gli organismi internazionali deputati ai temi della sicurezza nucleare e della radioprotezione e con le omologhe Autorità regolatorie di altri Paesi, e di incoraggiare e promuovere azioni di “stakeholder engagement” e di “public engagement”, può consentire al Paese di approcciare con modernità e adeguatezza temi così fortemente strategici come quelli oggi in discussione sul fronte energia”, ha dichiarato Campanella.