Gli scienziati dello Space Weather Prediction Center della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno emesso un avviso: la Terra è nel mirino di una tempesta geomagnetica. Sebbene classificata attualmente come G1 (minore), l’origine dell’evento suggerisce che non dovremmo abbassare la guardia. Tutto è iniziato il 1° febbraio, quando la nostra stella ha sprigionato un brillamento solare di classe X8. Per i non addetti ai lavori, la classe “X” rappresenta la categoria di flare più potenti in assoluto: un evento X8 è una manifestazione di energia fenomenale, capace di scagliare nello Spazio miliardi di tonnellate di plasma solare sotto forma di Espulsione di Massa Coronale (CME).
Lo “schiaffo” del 5 febbraio
Secondo i modelli, la bolla di plasma non colpirà la Terra frontalmente, ma la “sfiorerà” (un cosiddetto glancing blow). L’impatto con il campo magnetico terrestre è previsto per il 5 febbraio. Nonostante sia laterale, la natura energetica della sorgente (il flare X8) rende la situazione imprevedibile. Anche un colpo di striscio proveniente da una CME così potente può risultare molto efficace nel perturbare la magnetosfera.
Le tempeste di classe G1 possono causare deboli fluttuazioni nelle reti elettriche e avere piccoli impatti sulle operazioni satellitari, ma l’effetto più visibile rimane la comparsa di aurore polari a latitudini leggermente più basse del solito.



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