Un investitore americano vicino alla famiglia di Donald Trump ha firmato lo scorso autunno un accordo sul Gnl con la russa Novatek, rende noto il New York Times mentre anche dall’ultimo round di negoziati per la fine della guerra in Ucraina, il terzo che si è svolto a Ginevra, non è emerso alcuno sviluppo positivo. L’accordo è la prima intesa formalizzata, nota, da un investitore americano con aziende russe dopo l’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia. Gentry Beach, che opera a Dallas nel settore degli hedge fund e del private equity, ha spiegato in una intervista al quotidiano americano che il progetto è noto “ai livelli più alti” a Mosca e Washington.
Poco dopo il vertice di Anchorage del 15 agosto dello scorso anno fra i Presidenti di Stati Uniti e Russia, Putin aveva reso noto che la Novatek aveva avviato negoziati, a Dubai e in Europa, con partner americani su possibili progetti di produzione di Gnl nell’Artico e in Alaska. Novatek aveva confermato l’avvio dei negoziati, a cui aveva preso parte Leonid Mikhelson, ceo della grande compagnia del gas liquefatto russo, sanzionato in Canada e Gran Bretagna ma non negli Usa e nell’Ue, per l’impiego delle sue tecnologie per il Gnl per il sito di North Slope, in Alaska. Beach, che è amico dai tempi del college di Donald Trump jr, ed è stato vice presidente del comitato per l’inaugurazione di Trump Presidente nel 2017, ha precisato che l’impegno a trattare con Novatek è scorporato dalle trattative diplomatiche per la fine della guerra in Ucraina, dalla cui fine la sua attuazione dipende.



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