Agricoltori in piazza a Palermo: Coldiretti mobilita il settore contro caro energia e importazioni sleali

La crisi energetica e le tensioni internazionali, con l’escalation del conflitto in Iran, pesano su costi di produzione ed export

“Con la guerra che fa già sentire i suoi effetti sui bilanci delle imprese, tra costi energetici legati al caro gasolio e ostacoli all’export, migliaia di agricoltori della Coldiretti si ritroveranno martedì 10 marzo a Palermo per affermare la necessità di tutelare il settore agroalimentare, diventato sempre più strategico alla luce della difficile situazione internazionale. L’obiettivo è tutelare agricoltori e famiglie da caro energia e importazioni sleali. L’appuntamento è dalle ore 9.30 al Teatro Politeama, Piazza Ruggero Settimo 15, dove saranno presenti il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il presidente di Coldiretti Sicilia, Francesco Ferreri”: è quanto si legge in una nota Coldiretti.

“Previsto un focus sugli effetti del conflitto in Iran sul settore florovivaistico, ma anche una mostra su Gli inganni del codice doganale” che, dal succo d’arancia all’olio extravergine d’oliva fino ai pistacchi, rivelerà i trucchi con i quali prodotti stranieri, spesso Extra Ue, di bassa qualità vengono italianizzati grazie a lavorazioni anche minime per essere esportati all’estero come Made in Italy, sfruttando l’attuale normativa comunitaria. Terminato l’incontro stampa, ne seguirà uno riservato con i soci agricoltori Coldiretti per un confronto a porte chiuse sui dossier aperti, coinvolgendo direttamente i vertici dell’Organizzazione”, conclude la nota.

La situazione in Iran

Il contesto internazionale resta segnato anche dall’escalation del conflitto in Iran, una crisi che sta generando effetti a catena su energia, commercio e stabilità dei mercati globali. Le tensioni stanno infatti incidendo sulle rotte commerciali e sui prezzi delle materie prime, in particolare dei carburanti, con un aumento dei costi di trasporto e produzione che si riflette direttamente sui bilanci delle imprese agricole.

Allo stesso tempo, l’incertezza geopolitica e le possibili restrizioni commerciali stanno creando nuovi ostacoli all’export agroalimentare europeo, rendendo ancora più fragile un settore già messo alla prova dal caro energia e dalla concorrenza internazionale. In questo scenario, il mondo agricolo italiano chiede misure urgenti per proteggere le filiere produttive e garantire la competitività del Made in Italy sui mercati globali.