Allerta Meteo, ancora freddo e maltempo nel weekend. Nuova irruzione polare tra 25 e 30 marzo, inverno protagonista assoluto fino a Pasqua

Allerta Meteo, dall'equinozio senza sole alle nevicate record di fine marzo: l'analisi di un'anomalia climatica che riscrive la storia meteorologica del Mediterraneo

L’atmosfera che si respira in queste ore lungo tutta la penisola suggerisce tutto fuorché l’arrivo della bella stagione. Nonostante ieri, 20 marzo, sia ufficialmente scoccato l’equinozio di primavera, l’Italia sta vivendo un weekend di marzo caratterizzato da un freddo invernale pungente e da un’instabilità diffusa che non accenna a placarsi. Il passaggio astronomico è avvenuto quasi in sordina, come se la natura avesse deciso di ignorare il calendario per rimanere ancorata a un assetto barico tipico dei mesi più crudi. Siamo di fronte a una configurazione meteorologica severa che conferma come sia ancora inverno a tutti gli effetti, e le proiezioni indicano che questa situazione di freddo anomalo ci accompagnerà almeno fino a Pasqua, rendendo questo scorcio di stagione uno dei più rigidi degli ultimi decenni.

Una domenica di maltempo e l’ombra del gelo sul voto

Le previsioni per domani delineano una domenica di instabilità marcata su gran parte del territorio nazionale. Il cielo sarà coperto da molte nubi che daranno origine a piogge incessanti e temporali sparsi a macchia di leopardo, capaci di colpire con intensità improvvisa sia le zone costiere che l’entroterra. Il vero protagonista sarà però il ritorno delle forti nevicate che interesseranno in modo massiccio il Nord/ovest e il Sud, imbiancando pesantemente le Alpi e gli Appennini. In Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria la quota neve scenderà drasticamente fino ai 400 metri di quota, con la città di Cuneo pronta a ricevere la dama bianca per la diciottesima volta in stagione, un dato statistico impressionante che sottolinea l’eccezionalità di questo 2026. Anche al Centro/Sud i rilievi vedranno accumuli importanti oltre gli 8001.000 metri, con precipitazioni particolarmente forti specie in Abruzzo. Questo scenario di maltempo generalizzato potrebbe purtroppo condizionare sensibilmente l’affluenza alle urne per il referendum della giustizia, che proprio domani chiama gli italiani al voto in un clima decisamente poco invitante per gli spostamenti.

L’inizio settimana tra spifferi balcanici e instabilità pomeridiana

Il copione non subirà variazioni di rilievo nemmeno con l’avvio della nuova settimana. Sia lunedì 23 che martedì 24 marzo vedranno la persistenza del maltempo soprattutto al Centro/Sud. In queste giornate si manifesterà una spiccata instabilità pomeridiana, alimentata da continui spifferi freddi dai Balcani che manterranno le temperature ben al di sotto delle medie stagionali. Questo flusso di correnti orientali garantirà nuove nevicate sui rilievi, mantenendo intatto un contesto di inverno tardivo e intenso. Non ci sarà spazio per ampie schiarite o per il tepore primaverile, poiché l’intera struttura depressionaria rimarrà bloccata sopra il bacino del Mediterraneo, continuando a richiamare aria gelida dalle alte latitudini europee.

Il colpo di coda artico: neve record e gelo polare a fine marzo

La vera svolta, in senso ulteriormente invernale, avverrà però a partire da mercoledì 25 sera. Le mappe meteorologiche confermano l’arrivo di una grande irruzione di freddo polare marittimo che, tra giovedì 26 e venerdì 27, riporterà un gelo intenso su tutta la penisola. Si tratterà di un evento di portata storica, con intense e abbondanti nevicate che colpiranno inizialmente il Nord/est. In questa fase, nazioni confinanti come Slovenia e Croazia saranno sommerse da nevicate record, con accumuli straordinari fin dentro le capitali Lubiana e Zagabria. In Italia, vedremo tantissima neve oltre i 300400 metri su tutto il Triveneto, mentre la pianura Padana, città come Trieste e Venezia e le zone costiere saranno sferzate da pioggia mista a neve con temperature che faticheranno a superare i +4°C. Successivamente, il nucleo di aria polare scivolerà verso le regioni centrali e meridionali, portando la neve oltre i 400500 metri nel Lazio, imbiancando i Castelli Romani, il Vesuvio, le colline di Napoli e l’intero Meridione in un abbraccio gelido fuori tempo massimo.

Un 2026 da annali: piogge torrenziali e una primavera che si fa attendere

Gli scenari a lungo termine non lasciano presagire nulla di buono per chi sperava nel sole: l’assetto resterà invernale per tutto il resto di marzo e per l’inizio di aprile, coinvolgendo l’intera settimana di Pasqua. Questo inverno infinito sta portando ulteriori piogge torrenziali nelle Regioni meridionali, che stanno già attraversando un trimestre record. Il 2026 è già l’anno più piovoso della storia recente e si appresta a entrare ufficialmente negli annali millenari della climatologia come l’anno con il maggior volume di precipitazioni mai registrato nel Mediterraneo. Per poter finalmente godere di un clima mite, temperato e autenticamente primaverile, con temperature massime stabilmente sui +20°C, sarà necessario avere ancora molta pazienza. Le proiezioni indicano che dovremo attendere almeno altre tre settimane, spingendoci verso la metà aprile. La vera primavera per l’Italia appare oggi come un miraggio ancora molto lontano all’orizzonte.

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