Artemis II, il 1° aprile l’umanità torna a “sfiorare” la Luna: tutto quello che c’è da sapere sul lancio storico

Il 1° aprile 4 astronauti segneranno l'inizio di una nuova era spaziale a bordo della capsula Orion. Ecco gli orari, l'equipaggio e come seguire la missione che riporterà l'uomo nello Spazio profondo

L’attesa è quasi finita e il rombo dei motori sta per tornare a scuotere le coste della Florida. Dopo oltre mezzo secolo dall’ultima volta che un essere umano ha lasciato l’impronta sul suolo lunare con il programma Apollo, la NASA si appresta a scrivere un nuovo, audace capitolo della storia dell’esplorazione spaziale. La missione Artemis II, il primo volo con equipaggio del nuovo programma lunare, non è solo un test tecnologico, ma il simbolo di un’umanità che torna a guardare oltre l’orbita terrestre bassa. Sul leggendario Pad 39B del Kennedy Space Center, il colossale razzo Space Launch System (SLS) svetta pronto a lanciare la capsula Orion in un viaggio di 10 giorni che porterà 4 pionieri a circumnavigare il nostro satellite naturale. Questo evento segna il passaggio cruciale verso una presenza stabile sulla Luna e, in prospettiva, verso la conquista di Marte, riaccendendo un entusiasmo globale che non si vedeva dagli anni ’60.

Il momento del lancio e le finestre di opportunità

Il decollo è ufficialmente programmato per mercoledì 1° aprile alle ore 18:24 EDT, che corrispondono alle 22:24 GMT e alle 00:24 ora italiana del 2 aprile. La NASA ha a disposizione una finestra di lancio di 2 ore per garantire che tutto sia perfetto prima di accendere i motori. Se il cronotermostato spaziale segnerà lo “zero” puntualmente, assisteremo a uno spettacolo senza precedenti: il lancio avverrà infatti circa un’ora e mezza dopo il tramonto locale, trasformando la scia di fuoco del razzo in un faro artificiale nel cielo notturno di Cape Canaveral. Tuttavia, la prudenza è d’obbligo: qualora il meteo o piccoli intoppi tecnici dovessero interferire, l’agenzia spaziale ha già predisposto una serie di opportunità quotidiane che si estendono fino al 6 aprile, con orari che scaleranno progressivamente verso la notte profonda, oltre a un’ulteriore finestra di riserva fissata per la fine del mese, il 30 aprile.

Un team d’eccezione per un’impresa senza precedenti

A guidare questa storica impresa sarà un equipaggio che riflette lo spirito di cooperazione internazionale e inclusività del ventunesimo secolo. Al comando troveremo Reid Wiseman, veterano della NASA, affiancato dal pilota Victor Glover, che passerà alla storia come la prima persona di colore a spingersi verso la Luna. Insieme a loro, nel ruolo di specialisti di missione, ci saranno Christina Koch, destinata a diventare la prima donna a raggiungere le vicinanze lunari dopo aver già stabilito record di permanenza nello Spazio, e il canadese Jeremy Hansen, il primo astronauta non americano a lasciare l’orbita terrestre. Questo team non si limiterà a volare: per 10 giorni testerà i complessi sistemi di supporto vitale, la navigazione e le comunicazioni della capsula Orion in un ambiente ostile e lontano da casa, preparando il terreno per il primo allunaggio umano previsto per il 2028 con la missione Artemis IV.

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Come vivere l’evento in tempo reale

Per chi vorrà seguire ogni istante di questa epopea, la NASA ha previsto una copertura mediatica capillare che inizierà già diversi giorni prima del decollo. Le celebrazioni entreranno nel vivo domenica 29 marzo con conferenze stampa virtuali in cui gli astronauti condivideranno le loro emozioni, seguite da aggiornamenti tecnici costanti. Il giorno del lancio, mercoledì 1° aprile, la diretta streaming diventerà un racconto continuo: si partirà alle 13:45 ora italiana con le delicate fasi di rifornimento del razzo SLS, per poi passare al commento in tempo reale del countdown definitivo a partire dalle 18:50 ora italiana. Anche dopo il distacco dalla rampa, la narrazione non si fermerà, con una conferenza stampa post-lancio prevista circa 2 ore e mezza dopo il decollo per confermare che Orion sia sulla rotta corretta, pronta a sfruttare la gravità lunare per la sua traiettoria di “ritorno libero” e il successivo tuffo finale nell’Oceano Pacifico.

Il cuore della missione: 10 giorni di test estremi

In cosa consiste, nel dettaglio, il viaggio di Artemis II? La missione è un collaudo operativo strutturato per testare Orion e l’SLS in condizioni reali di spazio profondo. Dopo il decollo, Orion non punterà subito alla Luna, ma rimarrà in un’orbita terrestre alta per circa 24 ore. In questa fase, l’equipaggio eseguirà manovre di prossimità utilizzando lo stadio superiore del razzo appena sganciato come bersaglio, simulando le operazioni di aggancio necessarie per le future basi lunari. Una volta verificati i sistemi di supporto vitale, Orion accenderà i motori per l’iniezione trans-lunare, immettendosi in una “traiettoria di ritorno libero”. Questo percorso a forma di “8” permetterà alla capsula di volare dietro la faccia nascosta della Luna, spingendosi a circa 7.600 km oltre il satellite e superando il record di distanza dalla Terra stabilito dall’Apollo 13. Sfruttando la gravità lunare come una fionda naturale, Orion verrà rispedita verso casa senza bisogno di ulteriori spinte propulsive, concludendo il viaggio dopo circa 10 giorni con un rientro infuocato nell’atmosfera e un ammaraggio di precisione nell’Oceano Pacifico.

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