Il destino della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sembrava segnato: un rientro atmosferico programmato per la fine del 2030. Eppure, il laboratorio orbitale che ospita l’umanità dal lontano 2000 potrebbe avere ancora molta vita davanti a sé. Un nuovo disegno di legge del Senato americano, il NASA Authorization bill, propone infatti di posticipare il pensionamento della ISS al 30 settembre 2032. Non si tratta solo di nostalgia per un’icona tecnologica: dietro questa mossa si cela una complessa partita geopolitica e commerciale.
La “paura del vuoto” e il fattore Cina
Il motivo principale dietro questo prolungamento è strategico. Gli Stati Uniti vogliono evitare a tutti i costi un “gap” di presenza umana in orbita bassa (LEO). Senza la ISS, e con le stazioni private ancora in fase di sviluppo, gli USA rischierebbero di lasciare il campo libero alla Cina.
Pechino ha completato la sua stazione Tiangong a fine 2022 e intende gestirla almeno fino alla metà degli anni ’30. Per il senatore Ted Cruz e la Commissione per il Commercio e la Scienza, “cedere la leadership alla Cina” prima che le alternative americane siano pronte non è un’opzione accettabile. “L’America deve mantenere la leadership nell’orbita bassa terrestre mentre intraprende una nuova era di esplorazione con il programma Artemis“, ha dichiarato Cruz.
La corsa delle stazioni private: tempi stretti?
L’idea originale della NASA era di passare il testimone a avamposti commerciali entro il 2030. Molte aziende sono già in pista:
- Blue Origin (Jeff Bezos): sta sviluppando Orbital Reef
- Voyager Space: al lavoro su Starlab
- Vast: la startup californiana ha appena raccolto 500 milioni di dollari per la sua stazione Haven-2
- Axiom Space: sta costruendo moduli che inizialmente si agganceranno alla ISS per poi staccarsi e diventare indipendenti
Nonostante l’ottimismo dei privati, il Senato è scettico sulle tempistiche. Il nuovo disegno di legge ordina alla NASA di non iniziare lo smantellamento della ISS finché almeno un successore commerciale non sia pienamente operativo.
Non solo ISS: più fondi per la Luna e Marte
Il documento legislativo porta con sé altre notizie cruciali per l’esplorazione spaziale:
- Addio ai tagli: il disegno di legge rigetta la proposta del Presidente Trump di tagliare il budget NASA del 24%, proponendo invece stanziamenti massicci: 24,7 miliardi di dollari per il 2026 e 25,3 miliardi per il 2027;
- Base Lunare: viene dato il via libera ufficiale alla costruzione di una base abitata sulla Luna. Non sarà solo un avamposto scientifico, ma un centro per operazioni industriali e robotiche, fondamentale per testare le tecnologie necessarie al futuro sbarco su Marte.
Cosa succede ora?
Sebbene approvato dalla Commissione del Senato, il disegno di legge deve ancora superare l’esame dell’intero Senato, della Camera dei Rappresentanti e ricevere la firma finale del Presidente. Se approvato, la ISS continuerà a brillare nei nostri cieli per altri 2 anni extra, proteggendo il primato occidentale nello Spazio.


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