Il colosso energetico italiano Eni ha rafforzato la propria presenza nel giacimento gasifero di Touat, nel sud-ovest dell’Algeria, portando la sua partecipazione indiretta al 43%, a seguito di un’operazione di acquisizione congiunta con la società thailandese Pttep sugli asset della francese Engie. Lo apprende l’ANSA da fonti ad Algeri, secondo cui Engie ha ufficialmente lasciato il progetto Touat Gas nell’ambito dell’operazione. In base all’accordo, Eni ha rilevato l’8% della partecipazione indiretta detenuta dal gruppo francese, mentre Pttep ha acquisito il restante 22%. Nel medesimo contesto, un decreto presidenziale pubblicato oggi nell’ultimo numero della Gazzetta ufficiale algerina, firmato dal capo dello Stato Abdelmadjid Tebboune, ha sancito l’approvazione, da parte delle autorità del Paese nordafricano, dell’addendum relativo all’operazione sul giacimento di Touat Gas, senza fornire ulteriori dettagli sui contenuti dell’accordo né sui termini finanziari della transazione.
Eni era entrata nel progetto Touat, nella provincia di Adrar, all’inizio del 2024, in seguito all’acquisizione di Neptune Energy. All’epoca, la struttura delle partecipazioni vedeva Sonatrach con il 35%, Eni con circa il 35% ed Engie con una quota indiretta pari a circa il 30%. Prima dell’ingresso di Eni, la produzione del giacimento si attestava su livelli nettamente inferiori alla capacità nominale, a causa di vincoli operativi. Nei mesi successivi, le azioni congiunte avviate dal partenariato tra Sonatrach ed Eni hanno consentito una ripresa significativa dell’attività produttiva, che ha raggiunto l’attuale livello di plateau, pari a circa 13 milioni di metri cubi di gas al giorno, ovvero circa 4,5 miliardi di metri cubi su base annua.


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