Eni, il Piano Strategico 2026-2030 è eccezionale: dividendo in rialzo, cedole straordinarie grazie al petrolio e buyback record | DATI

Claudio Descalzi annuncia una nuova politica di remunerazione che prevede cedole straordinarie con il Brent sopra i 90 dollari e una generazione di cassa da 17 miliardi al 2030: il colosso energetico italiano è in ottima forma

Il colosso energetico italiano ha delineato il proprio futuro finanziario e industriale presentando l’aggiornamento del Piano Strategico Eni 2026-2030, un documento che mette al centro una crescita robusta della redditività e una distribuzione del valore senza precedenti per i soci. L’amministratore delegato Claudio Descalzi ha confermato che la società si trova in una fase di forte accelerazione, supportata da una gestione operativa efficiente e da una strategia di portafoglio che punta a massimizzare il valore dei business core. La notizia più rilevante per il mercato riguarda il dividendo Eni 2026, che è stato fissato a 1,10 euro per azione, segnando un incremento del 5% rispetto all’esercizio precedente e confermando la volontà del gruppo di garantire una crescita costante della cedola nel tempo.

Il nuovo programma di buyback e la remunerazione degli azionisti

Oltre all’incremento della cedola, Eni ha varato un massiccio piano di riacquisto di azioni proprie che riflette la solidità del bilancio e la fiducia nelle prospettive future. Il programma di buyback Eni per il 2026 partirà con una base iniziale di 1,5 miliardi di euro, ma il Consiglio di Amministrazione ha previsto un meccanismo di flessibilità che potrebbe spingere questa cifra fino a un massimo di 4 miliardi di euro. Questa estensione sarà strettamente legata alla generazione di cassa incrementale e permetterà di riacquistare fino a un massimo di 303 milioni di azioni, pari a circa il 10% del capitale sociale. La proposta sarà sottoposta all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 6 maggio 2026 sotto la presidenza di Giuseppe Zafarana.

Obiettivi finanziari al 2030 e crescita del Cash Flow From Operation

Le proiezioni a lungo termine di Eni indicano una traiettoria di crescita estremamente ambiziosa per quanto riguarda la capacità di generare liquidità. Secondo quanto dichiarato da Descalzi, il gruppo prevede di raggiungere un Cash Flow From Operation (Cffo) di circa 17 miliardi di euro entro il 2030. Questo risultato sarà il frutto di un miglioramento delle performance in tutti i segmenti di business e di una rigorosa disciplina finanziaria volta alla riduzione dei costi. Un dato particolarmente significativo per gli investitori è il tasso di crescita medio annuo composto (Cagr) del flusso di cassa per azione, stimato al 14%, che testimonia la capacità di Eni di trasformare la crescita industriale in valore tangibile per chi investe nel titolo.

Dividendo straordinario e scenari sui prezzi delle materie prime

Una delle novità più interessanti introdotte con il nuovo piano riguarda la gestione degli upside legati allo scenario macroeconomico. Eni ha stabilito regole chiare per la distribuzione della cassa extra derivante da prezzi energetici particolarmente favorevoli. Qualora il prezzo medio del Brent dovesse superare la soglia dei 90 dollari al barile, o nel caso in cui i prezzi del gas e i margini di raffinazione dovessero registrare un incremento superiore al 50% rispetto allo scenario di budget, la società si impegna a distribuire il 100% del cash flow addizionale sotto forma di dividendo straordinario. In scenari intermedi, con il petrolio stabilmente alto ma sotto i 90 dollari, la politica prevede comunque di destinare il 60% dei flussi incrementali al potenziamento del buyback, garantendo agli azionisti una partecipazione diretta ai profitti extra.

Dettagli tecnici sull’acquisto e l’annullamento delle azioni proprie

Il piano di acquisto azioni proprie non ha solo finalità di remunerazione diretta, ma serve anche a ottimizzare la struttura del capitale sociale attraverso l’annullamento delle azioni acquistate. Eni ha precisato che circa 297,9 milioni di azioni saranno destinate specificamente alla remunerazione dei soci e verranno successivamente annullate entro il mese di luglio 2027, senza che ciò comporti una riduzione nominale del capitale sociale. Una quota minore di azioni, pari a circa 5,1 milioni, sarà invece riservata al servizio dei piani di incentivazione a lungo termine per il personale e il management. Le operazioni di acquisto avverranno sul mercato Euronext Milan con limiti di prezzo rigorosi, assicurando che ogni transazione rispetti le prassi di mercato e le normative vigenti per la tutela della trasparenza finanziaria.