Forte terremoto nel Golfo di Taranto: paura in Calabria, Basilicata e Puglia, gente in strada | LIVE

Forte scossa di terremoto tra Calabria, Basilicata e Puglia: tutti i dati con la magnitudo, l'ipocentro e le informazioni fornite in diretta dall'INGV

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.0 ha colpito pochi minuti fa, precisamente alle 14:22 di oggi pomeriggio, la Calabria settentrionale. La scossa si è prodotta a 22.2km di profondità con epicentro nel Golfo di Taranto, al largo di Capo Trionto, tra Rossano, Crosia e Cariati, in provincia di Cosenza. La scossa è stata distintamente avvertita anche in Puglia, specialmente nel Salento, e in Basilicata. Tra le città con il maggior risentimento sismico: Taranto, Gallipoli, Rossano, Corigliano e Cosenza. Grande paura, ovviamente, nelle località calabresi più vicine all’epicentro, dove la gente è scesa in strada per la paura. I dati sono forniti dall’INGV.

Inquadramento geologico e sismicità del Golfo di Taranto

La regione del Golfo di Taranto e il litorale jonico della Calabria rappresentano aree di estremo interesse per la sismologia mondiale a causa della complessità tettonica che le caratterizza. Il settore settentrionale della Calabria si trova nel punto di incontro tra la catena appenninica e l’arco calabro, una struttura geologica dinamica soggetta a forti spinte compressive e distensive. Il terremoto odierno con epicentro in mare aperto, nei pressi di Capo Trionto, è il risultato del rilascio di energia accumulata lungo i sistemi di faglie che corrono parallelamente alla costa o che attraversano perpendicolarmente il bacino ionico. Questa zona è caratterizzata da una sismicità crostale profonda che spesso permette alle onde sismiche di propagarsi con facilità verso le regioni limitrofe come la Puglia e la Basilicata.

La faglia di Corigliano e le dinamiche del Mar Jonio

L’epicentro registrato tra Rossano e Cariati si colloca in un settore dove la crosta terrestre subisce continue deformazioni a causa dello scivolamento della placca africana sotto quella euroasiatica. In particolare, il settore marino antistante la costa cosentina ospita segmenti di faglie attive che possono generare eventi di magnitudo moderata, come quello odierno, ma anche terremoti molto più energetici. La profondità di circa 22 chilometri indica che l’evento si è originato all’interno della crosta superiore, un fattore che spiega perché la scossa sia stata avvertita chiaramente in un raggio d’azione così vasto, coinvolgendo centri urbani distanti come TarantoGallipoli e in generale l’area salentina. La risposta sismica del suolo in queste aree è spesso amplificata dalla presenza di sedimenti marini che favoriscono la percezione del movimento tellurico anche a grandi distanze.

I precedenti storici e i grandi terremoti del passato nella Calabria jonica

La storia sismica della Calabria settentrionale è costellata di eventi di grande intensità che hanno modellato il territorio e la memoria collettiva. Il precedente storico più rilevante per l’area colpita oggi è senza dubbio il disastroso terremoto del 25 aprile 1836, noto come il terremoto di Rossano. Quell’evento raggiunse una magnitudo stimata di 6.2 e causò distruzioni immense tra Rossano, Crosia e Calopezzati, provocando centinaia di vittime e modificando permanentemente l’assetto urbano della zona. Anche il terremoto del 1905, che colpì duramente gran parte della Calabria centrale e settentrionale, ebbe forti ripercussioni sul litorale ionico, confermando che la provincia di Cosenza è una delle aree a più alto rischio sismico d’Europa. Monitorare costantemente queste faglie è fondamentale, poiché la documentazione storica dimostra che a periodi di relativa calma possono seguire sequenze sismiche più significative.

La propagazione delle onde sismiche verso Puglia e Basilicata

Il motivo per cui un terremoto localizzato nel Golfo di Taranto viene avvertito con forza in Puglia e Basilicata risiede nella natura del sottosuolo del bacino jonico. Il mare funge da conduttore per le onde sismiche, che incontrano meno ostacoli strutturali rispetto alle catene montuose interne. Nel Salento, in particolare, la popolazione avverte spesso i terremoti che si originano sia lungo la costa calabrese che in Albania o in Grecia. L’evento di oggi conferma come la sismicità della Calabria settentrionale non sia un fenomeno isolato, ma faccia parte di un sistema geodinamico complesso che coinvolge l’intero Mezzogiorno. La profondità ipocentrale e la magnitudo odierna rientrano in una casistica frequente per la regione, che tuttavia richiede sempre la massima attenzione da parte della Protezione Civile e degli enti di monitoraggio INGV.