Una potente scossa di terremoto ha colpito il cuore dell’Oceano Pacifico meridionale nelle prime ore di oggi. Alle 06:15 UTC (le 07:15 in Italia), i sismografi INGV hanno registrato un evento magnitudo Mwp 6.3 nella regione sismica delle isole Tonga. L’epicentro è stato localizzato in mare, in un’area compresa tra gli arcipelaghi di Tonga e Samoa. Secondo i dati preliminari, l’ipocentro si attesta a una profondità di 84 km. Nonostante la magnitudo significativa, la profondità intermedia del sisma ha contribuito a mitigare l’energia sprigionata in superficie, riducendo il rischio tsunami.
La dinamica: perché la terra trema tra Tonga e Samoa?
Il settore oceanico tra Tonga e Samoa non è nuovo a eventi di questa portata. Si trova infatti lungo una delle zone tettoniche più attive e complesse del pianeta: la Fossa delle Tonga. In questa regione, la Placca Pacifica si scontra con la Placca Australiana a una velocità di scivolamento tra le più alte al mondo (fino a 24 cm l’anno in alcuni punti). Il processo geologico predominante è la subduzione: la Placca Pacifica, più densa e fredda, si inabissa sotto quella Australiana, sprofondando nel mantello terrestre. Il terremoto odierno, avvenuto a 84 km di profondità, è classificato come un evento “intermedio”. Si è originato all’interno della porzione di placca che sta affondando (lo slab), dove l’enorme pressione e l’attrito tra le masse rocciose accumulano energia elastica fino al punto di rottura.
Inoltre, la zona a Nord delle Tonga, vicino alle Samoa, è caratterizzata da una complessa “curvatura” del margine della placca. Qui il movimento non è solo di subduzione frontale, ma presenta componenti di scorrimento laterale che rendono la sismicità estremamente frequente e imprevedibile. Questo evento ci ricorda che la Cintura di Fuoco del Pacifico è il laboratorio geologico più attivo del globo, dove la crosta terrestre si ricicla e si modella costantemente attraverso la potenza dei sismi.





Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?