Giornata internazionale della donna, dalla prima laureata al mondo fino alle stelle: le italiane che hanno cambiato il volto della scienza

In occasione della Giornata internazionale della donna, celebriamo le menti eccellenti del nostro Paese che hanno abbattuto i pregiudizi a colpi di scoperte, premi Nobel e missioni spaziali

L’Italia non è solo la culla dell’arte, ma è anche la terra che ha dato i natali ad alcune delle menti scientifiche più brillanti del pianeta. Se oggi il Google Doodle celebra le pioniere STEM a livello globale, noi vogliamo stringere l’obiettivo sulle “nostre” eccellenze. In questa Giornata internazionale della donna, onoriamo la storia di chi ha saputo trasformare l’ostacolo in opportunità, dimostrando che la curiosità non conosce confini geografici né di genere. Ecco le italiane che hanno cambiato (e stanno cambiando) il volto della scienza.

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia: dove tutto ebbe inizio

Pochi sanno che il primato mondiale della prima donna laureata della storia appartiene a un’italiana. Nel 1678, a Padova, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia ottenne la laurea in filosofia. Nonostante le fosse stato inizialmente negato il titolo in teologia (perché “le donne non possono insegnare in chiesa”), la sua determinazione aprì una crepa nel muro secolare dell’accademia. Fu la prima scintilla di un incendio che, secoli dopo, avrebbe portato milioni di ragazze nelle università di tutto il mondo.

Rita Levi-Montalcini: la signora dei neuroni

Non si può parlare di scienza italiana senza citare Rita Levi-Montalcini. Premio Nobel per la medicina nel 1986, la sua è una storia di pura resilienza. Durante le leggi razziali, fu costretta a montare un laboratorio clandestino nella sua camera da letto per continuare le sue ricerche. È proprio in quelle condizioni precarie che iniziò a studiare il fattore di crescita nervoso (NGF, Nerve Growth Factor), una proteina fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso.

Le sue scoperte sono ancora oggi alla base della comprensione di malattie degenerative come l’Alzheimer. La Montalcini non ha solo scoperto una molecola; ha dimostrato che la passione scientifica è più forte di qualsiasi dittatura.

Margherita Hack: la Signora delle Stelle

Margherita Hack non è stata solo una delle astrofisiche più importanti del XX secolo, ma la prima donna a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste. La sua capacità di rendere semplici concetti complessi come la spettroscopia stellare ha avvicinato intere generazioni all’astronomia.

Ateista convinta, vegetariana e attivista, la “Signora delle Stelle” ci ha insegnato che studiare il cielo significa, in ultima analisi, comprendere meglio noi stessi e il nostro posto nell’universo.

Margherita Hack

Samantha Cristoforetti: la nuova frontiera

Se le pioniere del passato hanno costruito le fondamenta, Samantha Cristoforetti sta portando il tricolore oltre l’atmosfera. Come astronauta dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e prima donna europea al comando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), AstroSamantha è diventata l’icona vivente delle STEM moderne.

La sua missione non è solo tecnica, ma profondamente educativa: attraverso i social e la divulgazione, sta spiegando alle bambine di oggi che il “soffitto di cristallo” può essere superato.

Samantha Cristoforetti Olimpiadi

Perché parlarne oggi?

La Giornata internazionale della donna 2026 ci ricorda che, nonostante i passi da gigante, il divario di genere nelle carriere scientifiche esiste ancora. Ricordare queste donne non è un esercizio di nostalgia, ma un atto politico e sociale necessario. Celebrare le conquiste delle scienziate italiane significa dare alle studentesse di oggi i modelli di ruolo (role models) di cui hanno bisogno per dire, un giorno: “Se ce l’ha fatta lei, posso farlo anche io“.