Guerra Iran, colpiti cinque aerei cisterna: Trump furioso con i media

Il presidente attacca i media americani dopo le rivelazioni sull’attacco missilistico alla base di Prince Sultan

Un attacco missilistico attribuito all’Iran avrebbe colpito nei giorni scorsi la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, uno dei principali hub militari statunitensi nella regione. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, cinque aerei cisterna americani sarebbero stati colpiti durante il raid, episodio che si inserisce nel quadro delle crescenti tensioni legate alla guerra con Teheran e al rischio di una nuova escalation militare in Medio Oriente. La notizia ha rapidamente fatto il giro dei media statunitensi, alimentando il dibattito sull’impatto reale dell’attacco e sulle conseguenze per le operazioni militari americane nella regione.

Trump contro i media: “notizie esagerate”

A intervenire sulla vicenda è stato il presidente Donald Trump, che in un post sui social ha attaccato duramente i media americani accusandoli di aver gonfiato la portata dell’attacco. Nel suo messaggio, Trump ha di fatto confermato che la base è stata colpita, ma ha ridimensionato drasticamente i danni riportati dagli aerei.

“La base è stata colpita qualche giorno fa, ma gli aerei non sono stati né ‘colpiti’ né ‘distrutti’. Quattro dei cinque non hanno praticamente danni e sono già di nuovo in servizio. Uno ha avuto qualche piccolo danno in più, ma sarà presto di nuovo in volo. Nessuno è stato neanche lontanamente distrutto”, ha scritto il presidente.

Il Wall Street Journal: aerei danneggiati ma non distrutti

Nel mirino di Trump è finito in particolare il Wall Street Journal, che aveva rivelato l’attacco missilistico alla base saudita. Secondo il quotidiano conservatore, citando due diverse fonti militari, gli aerei cisterna sarebbero stati effettivamente colpiti.

Le fonti hanno precisato che i velivoli “sono stati danneggiati ma non completamente distrutti e sono in via di riparazione”. Una versione che, pur non parlando di perdite totali, confermerebbe comunque l’impatto del raid.

In un contesto già segnato da forte instabilità geopolitica, anche il controllo del racconto degli eventi diventa parte integrante dello scontro politico e strategico che circonda la guerra in Medio Oriente.