Due donne molisane di Termoli sono rimaste bloccate a Dubai. Stavano per prendere il volo di ritorno, quando è scattato l’allarme e sono state trasportate in un albergo, poco prima che l’aeroporto fosse colpito da un missile iraniano. Le due, Francesca Michetti e Giorgia Motta, madre e figlia, che vivono e lavorano a Termoli, sono rimaste bloccate negli Emirati dopo l’attacco con droni che ha colpito l’aeroporto internazionale. Francesca ricostruisce l’inizio dell’incubo: “non sapevamo nulla, nessuno ci aveva avvisate della gravità della situazione. Poco prima della partenza ci comunicano la cancellazione di tutti i voli. Da lì undici ore di file, attese, caos totale. Poi l’ordine: evacuare. Siamo state scortate fuori dall’aeroporto e portate in un albergo fuori città. Siamo uscite dal terminal pochi minuti prima che un drone lo colpisse. È stato un miracolo”.
Il trasferimento in pullman verso un hotel periferico è stato l’unico momento di apparente calma, ma è durato poco. “Per buona parte della notte abbiamo sentito esplosioni continue, droni abbattuti, altri che invece hanno colpito. Stamattina ancora allarmi, ancora droni, anche se senza conseguenze. Tutto è fermo, tutto è sospeso. Non possiamo uscire, l’hotel è confortevole ma è una prigione. La cosa peggiore – denunciano – è non avere notizie. Siamo qui, in attesa, senza sapere”.



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