Guerra Iran, emergenza energetica: riattivato oleodotto al largo della California

La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz spingono l’amministrazione Trump a usare il Defense Production Act

L’amministrazione Trump ha deciso di invocare l’emergenza petrolifera legata alla guerra in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz per ordinare la riattivazione di un oleodotto al largo delle coste della California. L’infrastruttura era stata bloccata nel 2015 dalle autorità democratiche dello Stato per ragioni ambientali e di sicurezza. La decisione arriva in un momento di forte tensione nei mercati energetici globali, dopo che l’escalation del conflitto in Medio Oriente ha messo a rischio uno dei principali snodi del commercio mondiale di petrolio. Lo Stretto di Hormuz rappresenta infatti un passaggio strategico per una quota significativa delle esportazioni petrolifere provenienti dal Golfo Persico.

Il ruolo del Defense Production Act

Il segretario all’Energia, Chris Wright, ha annunciato che la direttiva è stata firmata facendo ricorso al Defense Production Act del 1950, una legge che conferisce al presidente ampi poteri sull’industria interna per motivi di sicurezza nazionale. Secondo Wright, la mossa è necessaria per “rafforzare le forniture petrolifere dell’America e ristabilire un sistema di oleodotti vitale per la nostra sicurezza nazionale e difesa”. L’obiettivo dichiarato è assicurare che le installazioni militari statunitensi lungo la West Coast dispongano delle risorse energetiche necessarie in un contesto internazionale sempre più instabile.

La direttiva è stata firmata dopo che Donald Trump ha delegato al segretario all’Energia i poteri previsti dalla legge, accelerando così l’attuazione di misure emergenziali per la sicurezza energetica del Paese.

La dipendenza energetica della California

Nell’annuncio ufficiale del Dipartimento dell’Energia si sottolinea come la California dipenda in larga misura da forniture petrolifere provenienti dall’estero. Attualmente, oltre il 60% del petrolio raffinato nello Stato arriva infatti da importazioni internazionali. Una parte significativa di queste forniture attraversa proprio lo Stretto di Hormuz, rendendo la regione particolarmente vulnerabile a eventuali interruzioni dovute al conflitto in corso.

Secondo l’amministrazione federale, questa dipendenza “costituisce una grave minaccia per la sicurezza nazionale”, soprattutto in un momento in cui le tensioni in Medio Oriente rischiano di compromettere la stabilità delle rotte energetiche globali.