Guerra Iran, il primo ministro croato avvisa: “crisi energetica senza precedenti in arrivo per l’Europa”

Il primo ministro croato, Andrej Plenković, parla della sfida energetica futura, sottolineando che la guerra in Iran avrà conseguenze ancora più gravi rispetto all'aggressione russa contro l'Ucraina

La guerra in corso in Iran sta sollevando preoccupazioni a livello globale, non solo per la destabilizzazione geopolitica ma anche per gli effetti devastanti sui mercati energetici. Durante il vertice del Consiglio europeo a Bruxelles, il primo ministro croato, Andrej Plenković, ha espresso la sua preoccupazione per la crisi energetica che ne scaturirà. Plenković ha avvertito che la situazione causata dal conflitto iraniano sarà più grave e impegnativa rispetto alla crisi energetica che ha colpito l’Europa all’inizio dell’aggressione russa contro l’Ucraina.

La dichiarazione del premier croato riflette un’analisi condivisa da molti esperti, secondo cui l’instabilità in Iran, paese chiave nel panorama energetico mondiale, avrà ripercussioni devastanti sulla fornitura di petrolio e gas, aumentando ulteriormente la pressione sui prezzi già elevati. L’Europa, già alle prese con le conseguenze della guerra in Ucraina, si trova ora di fronte a un nuovo, enorme, e imprevedibile fronte energetico.

La risposta della commissione europea e le misure nazionali

Nonostante il quadro complesso, la Commissione Europea ha già elaborato un piano per ridurre l’impatto della crisi energetica sui paesi membri, un’iniziativa che ha ricevuto il sostegno del Consiglio europeo. Plenković ha lodato l’approccio dell’UE e ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra gli Stati membri per minimizzare le conseguenze economiche della guerra. Il premier croato ha inoltre annunciato che il governo di Zagabria sta facendo la sua parte, con misure già adottate per mitigare l’impatto dei rincari.

Già da marzo 2023, il governo croato aveva introdotto un tetto ai prezzi dei carburanti, misura che si è rivelata fondamentale per fronteggiare l’aumento dei costi di energia e carburante. Plenković ha confermato che questa misura sarà estesa di altre due settimane, con l’intenzione di evitare un ulteriore aumento dei prezzi che potrebbe colpire i consumatori e le famiglie croate. La politica di controllo dei prezzi è stata una delle risposte più efficaci durante i primi due anni di conflitto in Ucraina, e il governo croato ha dimostrato di essere pronto a continuare su questa strada.

La strategia croata e la preparazione per il futuro

Plenković ha anche accennato a nuove misure che il governo croato presenterà lunedì, destinate ad affrontare le sfide future legate all’andamento del mercato energetico. Il governo prevede di introdurre ulteriori interventi per proteggere i consumatori dai forti aumenti dei prezzi, compreso un possibile ampliamento delle sovvenzioni statali. Questo approccio rispecchia le politiche messe in atto nei primi due anni dell’aggressione russa contro l’Ucraina, quando il governo croato aveva introdotto limiti ai prezzi di gas, petrolio e energia elettrica, ridotto le accise e altre imposte, per garantire il sostegno economico a famiglie e imprese.

In sintesi, la guerra in Iran rappresenta una nuova e complessa sfida per l’Europa, in particolare per i paesi come la Croazia che si trovano già in difficoltà a causa della crisi energetica derivante dal conflitto in Ucraina.