Il 2 marzo 2004 l’Europa spaziale scriveva una pagina storica. Dalla base di lancio di Centro spaziale della Guyana partiva la sonda Rosetta, una delle missioni più ambiziose mai realizzate dall’Agenzia Spaziale Europea. Destinazione: la lontana e irregolare 67P/Churyumov-Gerasimenko. L’obiettivo era audace: studiare da vicino una cometa, corpi celesti considerati tra i “fossili” più antichi del Sistema solare, capaci di conservare tracce delle sue origini. Per riuscirci, Rosetta intraprese un viaggio lunghissimo, sfruttando manovre gravitazionali attorno alla Terra e a Marte per guadagnare velocità nello Spazio.
La missione raggiunse il suo momento più spettacolare nel 2014, quando la sonda entrò in orbita attorno alla cometa e rilasciò il piccolo lander Philae sulla sua superficie. Fu la prima volta nella storia che un veicolo umano atterrava su una cometa.
I dati raccolti hanno aiutato gli scienziati a capire meglio la composizione di questi oggetti e il possibile ruolo che potrebbero aver avuto nel portare acqua e molecole organiche sulla Terra. Un viaggio iniziato il 2 marzo 2004 che ha cambiato il nostro modo di guardare alle origini del Sistema Solare.


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